Blitz quotidiano
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Berlusconi, sentenza processo: “Donne ne appagavano libido”

BARI –  Gianpaolo Tarantini, portando escort alle “cene poco eleganti” organizzate da Silvio Berlusconi, ha voluto far leva sulle “debolezze sessuali” dell’ex premier per “carpirne dapprima la confidenza, quindi pian piano la gratitudine e riconoscenza per quella discreta e volutamente non troppo ostentata opera di continua ricerca di donne rispondenti ad un determinato cliché da porre nella sua disponibilità per allietarne le serate ed appagarne la libidine quando e come lo desiderasse”. E’ scritto nella sentenza del processo escort.

Nelle stesse motivazioni si legge che li indagini sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi hanno tratteggiato “le abitudini di vita e i riprensibili costumi extra-istituzionali” dell’allora premier “protagonista delle ‘cene (poco) eleganti’ organizzate nelle sue residenze, beneficiando della costante, imprescindibile presenza di avvenenti, provocanti, disinvolte spregiudicate, disinibite e soprattutto giovanissime donne” che volevano dare “una svolta alle loro (talvolta, a dir poco modeste) vite. E’ scritto nella sentenza del processo escort.

Secondo i giudici, le ragazze che partecipavano alle “cene poco eleganti” organizzate “assiduamente, a volte freneticamente” nelle residenze da Silvio Berlusconi lo facevano, “nella maggior parte dei casi, nella esclusiva prospettiva di conseguire munifiche elargizioni economiche o altri vantaggi personali o addirittura – in modo ancor più lungimirante – di dare una svolta alle loro (talvolta, a dir poco modeste) vite”.

Secondo i giudici le ragazze erano “animate dalla speranza di guadagnare le attenzioni di Berlusconi e di essere ‘elette’ per trascorrere la notte in sua compagnia, consentendo a soddisfarne anche le più perverse pulsioni erotiche addirittura attraverso la consumazione di rapporti saffici”.

Il processo escort si è concluso il 13 novembre 2015 con quattro condanne, tre assoluzioni e con l’invio degli atti alla procura di Bari perché valuti se contestare il reato di intralcio alla giustizia a Silvio Berlusconi e quello di falsa testimonianza a cinque delle ragazze che, tra il 2008 e il 2009, parteciparono alle “feste poco eleganti” nelle residenze dell’allora premier e che, forse in cambio di danaro, avrebbero mentito ai giudici baresi.

Il Tribunale, per il reclutamento di , ha condannato a 7 anni e 10 mesi Gianpaolo Tarantini; ad un anno e 4 mesi Sabina Began, ‘l’ape regina’ dei party berlusconiani; a 3 anni e 6 mesi Massimiliano Verdoscia e a 2 anni e 6 mesi il pr milanese Peter Faraone, entrambi amici di ‘Gianpi’. Assoluzione da tutte le accuse per Francesca Lana, Letizia Filippi e Claudio Tarantini, fratello di Gianpaolo.

“Le cene eleganti” è il titolo di un libro dello scrittore e giornalista Piero Colaprico pubblicato da Feltrinelli nel 2011. Ha per tema proprio le serate di Berlusconi e delle sue giovani commensali, ed in particolare la vicenda di Ruby, all’anagrafe Karima el Mahroug, che l’ex premier definì nipote del presidente egiziano Hosni Moubarak.