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Berlusconi, gli aprono il cuore. Rischio di morte 3%

ROMA – Silvio Berlusconi, lo stanno operando. E’ cominciato alle otto del mattino di oggi 14 giugno e durerà circa 4 ore l’intervento a cuore aperto.   Berlusconi è entrato in sala operatoria non solo con la piccola soddisfazione di averne indovinata una, la vittoria dell’italia sul Belgio. E’ entrato anche con la ben più grande soddisfazione di aver constatato che stavolta tutti, proprio tutti, gli hanno fatto e gli fanno auguri sinceri di farcela.

Viene sottoposto a un intervento di sostituzione della valvola aortica: gli fermeranno il cuore e lo metteranno in circolazione extracorporea, cioè tutto il suo sangue finirà all’esterno in una macchina cuore-polmone per permettere ai chirurghi di sostituire la valvola difettosa. E’ un’operazione a cuore aperto ma “tecnicamente semplice”, con un rischio del 2%, che lascia ben sperare. Parola del cardiochirurgo Massimo Massetti, direttore dell’Unità operativa complessa di cardiochirurgia del Policlinico Gemelli di Roma.

”Un intervento semplice, ma reso tale anche dalle condizioni generali del paziente che, come nel caso del presidente Berlusconi – sottolinea Massetti – sono buone”.

Ma come si svolgerà l’intervento? La prima fase, chiarisce Massetti, consiste appunto “nel fermare il cuore per poter sostituire la valvola aortica: si apre dunque il torace, con una tecnica convenzionale o con tecniche mininvasive a seconda delle situazioni. Nel caso di Silvio Berlusconi credo si possa optare anche per la seconda tecnica chirurgica”.

A questo punto, si ferma il cuore: ”Ciò vuol dire – spiega – che si installa un sistema di circolazione extracorporea collegando il paziente alla cosiddetta macchina cuore-polmone, in modo che il flusso della circolazione sanguigna venga gestito dall’esterno. Quindi, si inietta una soluzione fredda nel cuore con una funzione protettiva, ed il cuore viene come ibernato”.

Si arriva così alla parte centrale dell’intervento: ‘‘A cuore fermo, si apre l’aorta e si preleva la valvola aortica malfunzionante, sostituendola con una protesi meccanica o biologica”. Le protesi biologiche, chiarisce Massetti, ”sono di origine animale e presentano alcuni vantaggi come quello di non richiedere ad esempio terapie anticoagulanti, garantendo una buona qualità di vita”.

Tali protesi biologiche, però, ”vanno incontro a degenerazione e vanno sostituite dopo 10-15 anni”. Nel caso di Berlusconi, afferma, ”credo possa esserci l’indicazione per l’utilizzo di questo tipo di protesi”.

L’ultima fase dell’intervento consiste nel far ripartire il cuore: ”Si disinnesca cioè la circolazione extracorporea, si riscalda il cuore che riparte e si chiude il torace”.

Quanto al decorso post-operatorio, ”si prevedono di solito 24 ore di terapia intensiva ed alcuni giorni in reparto”. A pesare saranno, dunque, anche le buone condizioni generali di Silvio Berlusconi, tenendo conto del fatto che l’insufficienza aortica è una patologia, conclude Massetti, ”che può garantire una ripresa piena”. Insomma, un intervento che richiede ovviamente alte competenze specialistiche ma che al giorno d’oggi è “abbastanza di routine”.