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Ruby ter, Berlusconi a processo in 7 tribunali diversi

MILANO – Ruby ter, Silvio Berlusconi dovrà affrontare il processo in sette tribunali diversi: i fascicoli del caso che riguarda Karima el Mahroug, infatti, saranno spediti a Monza, Treviso, Roma, Pescara, Siena e Torino. Lo ha deciso il giudice per l’udienza preliminare di Milano, dove restano imputati, oltre all’ex presidente del Consiglio, altre 22 persone accusate di corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza.

Il giudice, accogliendo le richieste delle difese, in sede di udienza preliminare, ha infatti stralciato e trasmesso gli atti relativi a sette posizioni (con le quali l’ex premier concorre sempre nel reato di corruzione in atti giudiziari) in altre sei Procure.

Così a Milano è rimasto il troncone principale del processo con l’ex premier e altre 23 persone, comprese quelle accusate solo di falsa testimonianza e per le quali è stata ribadita la richiesta di rinvio a giudizio. Traslocano invece, portandosi immancabilmente dietro anche l’ex capo del Governo, gli altri filoni: finiscono a Roma il cantante che allietava le serate ad Arcore Mariano Apicella, a Monza le showgirl Elisa Toti e Aris Espinosa, a Pescara l’ex ‘meteorina’ Miriam Loddo, a Treviso la bionda ex protagonista del Grande Fratello Giovanna Rigato, a Siena il pianista Danilo Mariani e a Torino la soubrette Roberta Bonasia.

Questi sei procedimenti ripartiranno quindi dalla fase della chiusura delle indagini, mentre quello milanese andrà avanti con le udienze del 9 e 27 maggio e del 20 giugno. Con il suo provvedimento, il gup ha bocciato la tesi del procuratore aggiunto Pietro Forno e dei pm Tiziana Sciliano e Luca Gaglio, secondo i quali per stabilire la competenza è determinante la sede della banca, in questo caso Milano, da cui risulta siano partiti i bonifici disposti dall’ex Presidente del Consiglio. Per il giudice, invece, determinante è la sede dell‘istituto di credito dove sono arrivati i bonifici.

In aula hanno anche preso la parola i pm milanesi, con Tiziana Siciliano che ha insistito nel chiedere il rinvio a giudizio per Berlusconi, la bella Rubacuori, le ‘Olgettine’ e altri ospiti delle serate ad Arcore, tra cui il presidente di Medusa Film Carlo Rossella e la deputata di Forza Italia Maria Rosaria Rossi, i quali rispondono solo di falsa testimonianza. Il pm Siciliano ha ribadito che le deposizioni rese negli altri due processi sul caso Ruby “sono palesemente false” e che le ragazze, in cambio di compensi, hanno “negato un sistema prostitutivo e stico palese” attorno al quale si svolgevano le serate ad Arcore. Sistema che è stato per altro accertato da altri giudici.

Berlusconi, assolto in Cassazione dalle accuse di concussione e prostituzione minorile, secondo il capo di imputazione, questa volta avrebbe comprato con “oltre 10 milioni di euro” il silenzio o la reticenza della marocchina e delle altre giovani passate dalle feste di villa San Martino al banco dei testimoni.


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