Blitz quotidiano
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Auto blu (stop casa-ufficio se no carcere) “nuntereggae più”

ROMA – Auto blu (stop casa-ufficio se no carcere) “nuntereggae più”. E va bene la sintonia con il popolo profondo, con lo spirito anti-casta, con il dogma della spending review; ok strizzare l’occhio ai 5 Stelle, ai profeti di austerità, a quelli che il meno è più; e facciamola finita con i privilegi, con gli status symbol, con le livree e i carrelli della spesa trascinati dagli agenti deputati alla sicurezza…

Va bene tutto, anche legiferare sul dubbio vantaggio pratico di vietare gli spostamenti casa-posto di lavoro con l’autista durante l’orario di ufficio: ma prevedere addirittura il carcere da sei mesi a tre anni per chi viola l’interdizione, non sarebbe venuto in mente nemmeno a Savonarola.

Per chi non rispetta i limiti, infatti, c’è il rischio di incorrere nel peculato d’uso, un reato penale, che prevede anche la reclusione da sei mesi a tre anni. Martedì il governo ha dato parere favorevole alle modifiche dei democratici al provvedimento avanzato dai 5 Stelle.

Non parleremo del grottesco e schizofrenico ping-pong di politici che con la mano sinistra mirano a depenalizzare quanto più possibile per non ingolfare giustizia e penitenziari e con la destra, non appena avvertono una minima sollecitazione manettara, subito ci scrivono una bella legge. Forse varrebbe la pena per una volta registrare il buon esito dello sforzo di razionalizzazione e risparmio che in due anni ha portato le auto blu da 60mila a 20mila (e ora tocca a quei Comuni recalcitranti che non forniscono i loro di dati, 5mila su 8mila).

Ma non sembra bastare. Una volta aperto il vaso di pandora della demagogia più gretta, non ci si ferma più. Non è mai abbastanza. Tanto aggressiva e petulante la campagna che, nei panni di un papavero auto blu munito, vien voglia di sparire nel cielo blu, magari a cavallo di una scia chimica.

“Auto blu sangue blu cieli blu amore blu rock and blues, nuntereggae più” (Rino Gaetano)

 


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