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Deficit, basta austerity, il mondo ha fame. I banchieri: “Discorsi da intellettuali”

ROMA – Deficit, basta austerity, il mondo ha fame. Appello economisti ai banchieri centrali: ecco come uscire dalla crisi. Prendiamo gli ultimi dati Istat sulla fiducia di famiglie e imprese: l’indice Istat di fiducia dei consumatori passa da 111,2 di luglio a 109,2 e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese Iesi scende da 103 a 99,4 nelle prime rilevazioni dopo gli attentati di Nizza. A nulla sembrano servire le politiche monetarie espansive che dai giorni della crisi finanziaria rappresentano finora l’unica strategia per uscire dal pantano della bassa crescita mondiale, bassa inflazione e bassi tassi di interesse, l’epoca dei tre zero.

Riuniti a Jackson Hole in Wyoming, i banchieri centrali (Federal Reserve, Bce e Bank of Japan) non si raccapezzano e chiedono aiuto a governanti e policymaker perché nel frattempo i governati rifiutano di invertire la tendenza, non si fidano, non spendono e non fanno investimenti paralizzati dalla paura e dalla scommessa che i prezzi continueranno a scendere. Da Princeton, prestigiosa università americana, è partito un appello perché la politica non resti ostaggio dei tecnici della moneta: in poche parole, deficit, deficit, deficit si augura e consiglia Christopher Sims, professore di economia.

“Maggiore spesa pubblica può sostituire l’inefficace politica monetaria dei tassi zero meno. Servono per questo deficit espressamente mirati e vincolati ad aumentare l’inflazione. I deficit devono essere visti come finanziati dall’inflazione futura e non da tasse future o tagli di spesa”. (Yahoo!)

Cosa rispondono i banchieri centrali a questo cambio di prospettiva fondato su un massiccio impatto di politica inflattiva per scuotere i contribuenti? Accusano i professori di non rendersi conto di come il mondo sia cambiato, in pratica di abitare una torre d’avorio che non consente loro di percepire la realtà economica attuale. La stessa Yanet Yellen, la donna che guida la Federal Reserve, nel menzionare nuovi strumenti che possono essere adottati per rianimare gli anemici tassi di inflazione, cita l’acquisto ampliato di asset, mettere il mirino sul livello medio dei prezzi nell’economia piuttosto che il tasso di cambio, ma mai, significativamente, fa riferimento al deficit.