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Beppe Grillo fra modello Pakistan e Pierre Carniti, il Medio Evo non basta

Beppe Grillo fra modello Pakistan e Pierre Carniti, il Medio Evo non basta

Beppe Grillo fra modello Pakistan e Pierre Carniti, il Medio Evo non basta

Per un pugno di voti, Beppe Grillo va a braccetto con i preti…Non contento del suo medievale sogno di decrescita più o meno felice, Grillo si è posto un modello meno remoto, un modello del nostro tempo, il Pakistan.

Luigi Di Maio, ben ammaestrato, si è schierato contro aperture domenicali e liberalizzazioni. È un cavallo di battaglia di vescovi e parroci nel Nord Italia (per la cronaca, lo sciopero allo outlet di Serravalle è fallito, con solo 4 negozi chiusi su 250).. Non hanno forse mai letto Pascarella…(“Er prete? È stato sempre quell’omaccio / Nimico de la patria e der progresso”). Il suo modello è il Pakistan, vuole farci tornare al Medio Evo. In Pakistan vige la legge islamica, vai in galera se parli male di Maometto, ti ammazzano se dici che Maometto non è l’ultimo profeta e non vogliono Ikea per proteggere i piccoli commercianti, dei cittadini-consumatori chi se ne frega?

Beppe Grillo sembra alla ricerca di ogni voto marginale per arrivare al 40%. È arrivato a rimettere in pista le devastanti idee di Pierre Carniti, sindacalista cattolico, quello del  lavorare meno…salario variabile indipendente…Sul blog di Grillo,  Marco Craviolatti , “Attivista Sindacale”, si interroga: “Con quali modalità possiamo agire per ridurre l’orario di lavoro?”.

La strada intrapresa può essere pericolosa assai.

La demagogia di stampo peronista di Grillo ha già trascinato il Governo a lanciare la campagna contro la povertà che avrà come risultato di buttar via un po’ di soldi senza portare un voto al Pd. È il “reddito di inclusione, che Paolo Gentiloni, primo ministro, ci assicura “riguarderà 2milioni di persone”. I poveri in Italia sono ormai come i funghi. La loro certificazione è stata appaltata ad Istat, che con i numeri ci fa politica oltre che statistica, invece che al Fisco. Un giorno i poveri sono 2 milioni, un giorno 4, un giorno 4 e mezzo, l’ultima è che sono arrivati a 8 milioni.

Ma, vien da chiedersi, chi ha governato l’Italia in questi 20 anni, a parte Berlusconi? La sinistra: Prodi, D’Alema, Monti, Letta, Renzi. Ci dicevano che Berlusconi era la causa di tutti i nostri mali. Ma Berlusconi è stato portato via dai carabinieri 5 anni fa, Monti ce lo ha messo lì Napolitano, non Vittorio Emanuele. E siamo entrati nell’euro, cosa sacrosanta che solo dei soggetti molto pericolosi possono voler abolire, ma ci siamo entrati molto male con Romano Prodi. Erano venute all’incasso cambiali accumulate in trent’anni di redistribuzione emergenziale, c’era forse poco da fare. Ma il dubbio che potessero fare un po’ meglio è diffuso. La massa dei cittadini, quella che scioccamente collega la crisi all’ euro, non sta molto a pensare. Ecco il corto circuito: se ci sono tanti poveri così, ragiona la gente vuol dire che la sinistra ha fallito.

Ecco perché è sbagliato inseguire Beppe Grillo sul suo terreno. Può essere ed è un autosiluro per il partito di governo. Ma vaglielo a dire un po’…Vedremo ora, dopo le ultime sparate grilline, cosa inventerà la sinistra della sinistra. In attesa di vedere quanti falsi poveri scoverà la Guardia di Finanza negli anni a venire.

 

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