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Beppe Grillo: voto a 16 anni. Lavori, paghi tasse, non voti

Beppe Grillo lancia il voto a 16 anni: puoi lavorare, pagare le tasse, ma votare no. Idea demagogica geniale che spiazza anche il rottamatore Renz

ROMA – Beppe Grillo lancia il voto a 16 anni. L’idea è in un post non firmato sul sito di Beppe Grillo dal titolo

“Voto ai sedicenni #VotoA16anni”.

Sembra un comunicato semi ufficiale, visto che segue, con la sola interruzione di una didascalia, una informazione ufficiale sulle liste per le comunali non ancora certificate che

“non possono usare il simbolo del MoVimento 5 Stelle e non possono presentarsi come tali, altrimenti saranno formalmente diffidate dal farlo”.

La tesi di Beppe Grillo sul voto a 16 anni è:

“A sedici anni puoi lavorare, puoi pagare le tasse, ma non puoi votare. Un giovane non può determinare il suo futuro attraverso la scelta del governo nazionale del suo Paese. È un controsenso perché il giovane è il primo a doversi esprimere sul futuro, è colui infatti che lo vivrà più di altri, che ha più diritto a esprimersi su scelte realmente sostenibili”.

La mossa è di una sicura demagogia, spiazza 3 a 0 il rottamatore Matteo Renzi. Il ragionamento, pericoloso, ha una sua coerenza:

“Che mondo lo aspetta con le decisioni folli fatte dalle generazioni che lo hanno preceduto? Generazioni che probabilmente maledirà in futuro? Se un sedicenne è immaturo (una vecchia leggenda…) come giudicare maturi o saggi coloro che investono in armi, distruggono l’ambiente, scatenano le guerre, che gli sottraggono il diritto alla pensione e al lavoro?.

“Siamo il Paese con le soglie d’età per entrare in Parlamento tra le più alte al mondo: 25 anni per essere eletti alla Camera e 40 per il Senato. Con la popolazione più anziana d’Europa e i giovani con il tasso di disoccupazione più alto d’Europa (40% tra i 18 e i 24 anni)”.

Beppe Grillo sostiene che

“il voto a sedici anni esiste già in molti Stati: Austria, Argentina, Brasile, Ecuador, isola di Man, di Jersey e di Guersney, Cuba, in Svizzera nel cantone di Glarona e in Germania in molti Lander e in Scozia per il referendum sull’indipendenza.

“I 16 e i 17enni in Italia sono circa un milione e centomila, se potessero votare pareggerebbero gli elettori cosiddetti anziani sopra i 65 anni. Sarebbe un più corretto equilibrio generazionale2.

Ancora Beppe Grillo:

“Il voto è anche uno strumento per arrestare il fenomeno di distacco dalla politica da parte dei giovani cittadini.

“Il M5S ha votato per l’estensione del voto ai sedicenni nella riforma della legge elettorale europea, nel Parlamento italiano ha presentato una mozione di riforma costituzionale e istituzionale per estendere il voto anche ai referendum popolari sulla modifica di governo e di Stato. Entrambe le proposte sono state bocciate”. «

Conclusione di Beppe Grillo:

“La paura dei giovani è l’unico motivo per non dare loro il voto, forse perchè sono i più informati e sfuggono ai controllo dei media controllati dal regime e con il loro voto cambierebbero il Paese”.

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