Blitz quotidiano
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Bertolaso porterà “alla deflagrazione del centrodestra” e…

ROMA – Bertolaso continua a lacerare la destra. A Matteo Salvini e alla Lega non va giù questa candidatura di Guido Bertolaso caduta dall’alto, rimbalzata dal passato. Si potrebbe arrivare, per colpa di Bertolaso,

“alla deflagrazione definitiva del centrodestra”,

come ha scritto su Repubblica Tommaso Ciriaco.

Lo strumento tecnico inventato da Salvini sono le primarie:

“Primarie smart per bocciare Guido Bertolaso, come candidato sindaco del centrodestra, e cambiare cavallo in corsa”,

ha scritto Simone Canattieri sul Messaggero di Roma:

“Quando Matteo Salvini dice «ascolteremo i romani» e «la città merita una settimana di riflessione» cela una strategia chiara. Fra una settimana, sabato e domenica prossimi, il 27 e 28 febbraio, il leader leghista lancerà banchetti in tutti e quindici i municipi della Capitale. «Chiederemo ai cittadini – ha raccontato il leader leghista ai suoi collaboratori – quali sono le loro priorità e inoltre li faremo esprimere sul gradimento dei nomi usciti finora»”.

Tommaso Ciriaco, su Repubblica, le ha chiamate “primarie padane”, “la contromossa di Matteo Salvini per affossare la candidatura di Guido Bertolaso”.

Spiega Tommaso Ciriaco che

“in cima ai desideri del leader leghista, non è un mistero, c’è sempre Alfio Marchini al Campidoglio. Di certo, invece, dai gazebo non uscirà il nome dell’ex numero uno della Protezione civile. Uno schiaffo che gli alleati non gradiscono. Infuriato, Berlusconi contatta Roberto Maroni: «Spiega a Matteo che è meglio se lascia perdere questa storia delle primarie – gli dice al telefono -. È una cosa che non esiste!»”.

Gli effetti, prevede Simone Canattieri, saranno

“esplosivi. È probabile, molto probabile, che il tavolo del centrodestra con Silvio Berlusconi e Gi Meloni finisca gambe all’aria. Con un effetto domino anche nel resto delle grandi città chiamate al voto: Bologna, Napoli, Torino. Più complicato rimescolare le carte a Milano visto che la campagna di Stefano Parisi ormai è partita”.

Berlusconi è sui carboni ardenti, da una parte intenzionato a non sfasciare lo spogliatoio, dall’altra a non perdere la faccia su il suo «Guido» («Non abbiamo scelto un uomo di partito, un campione del bla bla bla, ma un campione del fare, con grandi capacità gestionali»).

Intanto Bertolaso, l’uomo de fare,

“incassa in silenzio”,

partecipa alle udienze del processo a suo carico sul G8, non va alla Leopolda romana di Francesco Rutelli, come

“Berlusconi gli ha consigliato (c’è chi dice imposto) di disertare l’appuntamento”.