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Cinghiali in fuga sul lungomare di Genova, emergenza a Roma… Che fare?

Cinghiali in fuga sul lungomare di Genova, emergenza a Roma... Che fare?

Cinghiali in fuga sul lungomare di Genova, emergenza a Roma… Che fare?

ROMA – Cinghiali in fuga sul lungomare di Genova, emergenza a Roma… Che fare? Caccia grossa tra i ristoranti e i localini sul lungomare di Genova: per lo struscio sulla famosa promenade infatti si danno convegno cinghiali a coppie che poi, costretti alla fuga dai tiratori scelti delle autorità regionali, trovano rifugio nel giardino degli stabilimenti balneari Nuovo Lido, i più esclusivi della città. Bene hanno fatto perché qui hanno trovato il conforto e la tutela degli ambientalisti guidati da Saba Wesser, la modella “che sussurra ai cinghiali”, come l’ha ribattezzata il Secolo XIX.

Non che, però, il simpatico quadrupede si limiti a manifestarsi solo nella città dove gli Ex-Otago, gruppo indie di riferimento, celebrano i “cinghiali incazzati”. A Roma lo si avvista a piede libero sulle circonvallazioni, mentre deliba succulenti pranzetti tra i rifiuti dei cassonetti stracolmi, qualcuno ci finisce contro quando si affacciano sulle consolari e quando ci scappa il morto (è successo a un povero scooterista) si inizia a pensare che jungla d’asfalto non sia solo un’azzeccata metafora.

L’escalation dei danni, delle aggressioni e degli incidenti che hanno causato purtroppo anche vittime, “è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Italia che ha superato abbondantemente il milione, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”, è la denuncia della Coldiretti nel commentare il drammatico incidente causato da un cinghiale in via dell’Inviolatella Borghese a Roma che ha causato a morte di un uomo a bordo di una moto all’ospedale San Pietro dove è morto per le gravi ferite riportate.

A Roma adesso l’amministrazione grillina pensa a una sterilizzazione di massa, nel frattempo i carabinieri forestali diffondono vadecum per gestire eventuali incresciosi incontri in cui spicca il consiglio, alle brutte, di far la mossa del torero per eludere il cinghiale, senza mai voltargli le spalle, per carità, o impedirgli vie di fuga. Come è successo d’altronde a Genova, per tornare al clamoroso tentativo di fuga dei due cinghiali: uno è arrivato a buttarsi in mare, seguito dalle pilotine dei carabinieri e da un animalista su tavola da surf. Alla fine ha prevalso il buon senso di non ucciderlo quando si è rintanato nel lussuoso giardino sul mare. Per altri tre, più a Ponente, nessuna misericordia, sono stati abbattuti.

Non ci accoderemo alle facili geremiadi della deputata Pd Bonaccorsi (“A Roma si può morire per attraversamento cinghiali […] Giunta #Raggiri assente”) però qualcosa non va in un Paese che non sa difendersi da una fauna che ha contribuito a moltiplicare senza criterio: sembra, quasi, di vivere in uno zoo umano allestito per il solo divertimento di animali felici di assistere, spettatori non paganti, allo spettacolo ridicolo della vita associata.

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