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Con De Magistris “si torna nelle foreste”. Masaniello, incendiario, sovversivo dall’alto…

Con De Magistris "si torna nelle foreste". Masaniello, incendiario, sovversivo dall'alto...

Con De Magistris “si torna nelle foreste”. Masaniello, incendiario, sovversivo dall’alto…

ROMA – Con De Magistris “si torna nelle foreste”. Masaniello, incendiario, sovversivo dall’alto…  In effetti riuscire a fare di Matteo Salvini un martire della libertà è più di un’impresa: e non è l’unica portata a termine da Giggino De Magistris, il sindaco di Napoli che voleva mettere un bavaglio di popolo al leader leghista e ha finito per incoraggiare ed avallare scontri di piazza con molotov e sassaiole nemmeno fosse l’intifada napoletana.

De Magistris ha attizzato il fuoco negando una tribuna all’odiato nemico politico, atteggiamento settario e incompatibile con la democrazia dove tutte le opinioni hanno cittadinanza, specie quelle che non ci trovano d’accordo. Lo spiega bene Francesco Paolo Casavola, presidente emerito della Corte costituzionale, ex preside della facoltà di Giurisprudenza di Napoli.

“Con la violenza e il disprezzo si torna nelle foreste. La prospettiva è remotissima, ma se l’aggressione e l’imposizione del proprio arbitrio prevalgono sulla tolleranza, la storia ci insegna che la guerra civile è dietro l’angolo”. (Corriere della Sera)

Quando il Governo, nelle persone del ministro dell’Interno Minniti e del prefetto, ha restituito a Salvini il diritto a parlare ha contestato la decisione sfidando apertamente le istituzioni. “Un sindaco che dica al ministro dell’Interno e al prefetto come si deve comportare è fuori dal suo seminato”, commenta sconsolato Casavola. Ma è da Vincenzo De Luca, il presidente della Regione Campania, uno che da sindaco si è attirato la fama di sceriffo, un ex magistrato come De Magistris, che arriva la censura più pesante per Giggino.

Qual è il problema?
«È l’incapacità di capire, da parte di De Magistris, il proprio ruolo istituzionale. Cosa stranissima in chi ha esercitato un potere neutro, come dovrebbe essere quello di magistrato».
Ma è stato un magistrato neutro De Magistris?
«Questo non lo so direttamente. Il giudizio lo lascio agli altri. A me interessa un’altra cosa. Io non l’ho votato ma dubito che molti di quelli che lo hanno votato siano d’accordo con il suo atteggiamento in questa vicenda».
Si tratta di un caso di sovversivismo dall’alto?
«Antonio Gramsci usava questa categoria e la attribuiva a un pezzo di borghesia italiana nella fase del fascismo. Non voglio fare paragoni troppo facili. Ma che ci sia tuttora una vena di questo tipo in parte della borghesia italiana è un dato innegabile».
Come si sarebbe dovuto comportare un buon sindaco di Napoli?
«Non avrebbe dovuto aggiungere caos al caos. E avrebbe dovuto interpretare i sentimenti di tutti i cittadini». (Mario Ajello, Il Messaggero)

 

 

 

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