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Elezioni anticipate, giornali divisi su Renzi. “Errore” per Repubblica. Il Messaggero tira la giacca a Mattarella…

Elezioni anticipate, giornali divisi su Renzi. "Errore" per Repubblica. Il Messaggero tira la giacca a Mattarella...

Elezioni anticipate, giornali divisi su Renzi. “Errore” per Repubblica. Il Messaggero tira la giacca a Mattarella…

ROMA – Elezioni anticipate, giornali divisi su Renzi. “Errore” per Repubblica. Il Messaggero tira la giacca a Mattarella… Il via libera di Berlusconi e di Beppe Grillo (certificato online dagli elettori M5S) a un sistema di voto proporzionale, alla tedesca cioè con sbarramento al 5%, ha impresso un’accelerazione decisiva sulla strada che porta al voto anticipato. Tanto che Mario Calabresi su Repubblica le chiama “elezioni accelerate” per criticare quello che giudica un “grande errore”, imputabile soprattutto a Matteo Renzi, un salto nel buio che esporrebbe un Paese non in grado di esprimere una maggioranza e di votare una manovra lacrime e sangue come si annuncia quella di fine anno, alla speculazione internazionale.

Non approvare la manovra significa andare all’esercizio provvisorio e questo vuol dire mandare un messaggio forte e chiaro al mondo e agli speculatori: l’Italia ha non solo il debito pubblico più alto di tutta Europa ma quest’anno non indica nemmeno cosa vuole fare con i suoi conti. La prima conseguenza certa sarebbe l’entrata in vigore delle cosiddette clausole di salvaguardia, a partire dall’aumento automatico dell’Iva al 25 per cento. (Mario Calabresi, La Repubblica)

Sul punto Matteo Renzi a Il Messaggero risponde in maniera un po’ criptica: il Pd non vuole le lezioni anticipate ma non le teme, l’accordo sulla legge elettorale è una richiesta vincolante di Sergio Mattarella, “l’eventuale anticipo del voto non genera l’incertezza, ma la riduce, tuttavia non saranno i mercati a decidere che cosa faremo ma il Presidente della Repubblica”.

Il tono dell’articolo e le dichiarazioni di Renzi sembrano attribuire proprio a Mattarella la paternità dell’accelerazione sul voto, quando invece il presidente chiede un sistema elettorale armonizzato e non il voto anticipato. Quale sia la vera partita, le varie poste in gioco, lo spiega bene Roberto D’Alimonte, il politologo ispiratore del referendum poi fallito.

San raffaele

Matteo Renzi vuole le elezioni anticipate e a questo punto gli importa poco il sistema elettorale. A Silvio Berlusconi importa molto il sistema di voto, cioè evitare i collegi uninominali, e poco le elezioni anticipate. Al M5S vanno bene sia le elezioni anticipate che il modello tedesco. Alla Lega di Matteo Salvini va bene tutto. Mattarella non vuole le elezioni anticipate ma vuole fortemente un sistema elettorale “armonizzato”. Questo è il puzzle in cui si dibatte la politica italiana oggi. (Roberto D’Alimonte, Il Sole 24 Ore)

 

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