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Kim Kardashian, vestito trasparente? Guarda le FOTO e trovi il paradigma di un fenomeno eterno

Kim Kardashian in abito di pizzo nero mostra quasi tutto il meglio di sé? Sembra, alla prima impressione, ma a ben guardare sotto il vestito lungo e naturalmente aderente, firmato da Givenchy, si vede bene che la vergogna è protetta da una sottoveste integrale color carne.

Si tratta solo di una illusione, di una impressione, di pura apparenza, immagine.

Di Kim Kardashian, che imperversa dall’alto dei suoi 35 anni, si è visto di più e di meglio.

La scena è New York, siamo all’ Hotel Plaza, uno dei mitici centri dell’ ombelico del mondo, dove si è svolta la New York Fashion Week, la settimana della moda di New York.

Kim Kardashian ha preso parte alla edizione 2016 di un evento che ha come protagonista la capa mondiale del servizio moda della rivista Harper’s Bazaar, Carine Roitfeld, dedicata alle Icone della moda mondiale. La accompgnava il marito, Kanye West, uno dei più noti rapper che è diventato anche designer di moda, col quale ha fatto 2 figli.

Kim Kardashian era abbronzata e bellissima,  i capelli neri tutti raccolti all’indietro e naturalmente una scollatura del tipo che si usa definire vertiginosa.

Il confronto con la concorrenza era arduo. Fra le Icone figurano stelle come Lady Gaga, Penélope Cruz, Linda Evangelista, Lara Stone, Cindy Crawford, Claudia Schiffer, Mariacarla Boscono, Joan Smalls, Stephanie Seymour, Isabeli Fontana, Laetitia Casta, Carolyn Murphy, Monica Bellucci, Gigi Hadid, Brooke Shields, Eva Herzigova, Iman, Stacy Martin, Lauren Hutton.

Ancora una volta Kim Kardashian ha sbaragliato tutte, non sul piano della eleganza né su quello della bellezza o dello stile ma dell’ immagine. La sua è una storia tutta di immagine, con l’aiuto di alcuni supporti, anteriore e posteriore, di rilevanza planetaria. Non è la sola a proporli, ma negli altri casi si parla di fenomeni, di deformazioni. Lei è diventata una icona.

Gli asini parlano di società dell’ immagine, delle apparenze, ma questo solo perché non leggono e vanno ad orecchio. Da che mondo è mondo le apparenze hanno prevalso sulla realtà, persino Platone se ne era accorto. Scorrete i secoli e scoprit una nutritissima compagnia, fatta di imperatori, religioni, imbroglioni, politici, amici del bar, tutti a affermare la loro immagine, per definire se stessi come per rappresentare un sistema, una fede.

In questa millenaria compagnia, Kim Kardashian costituisce un fenomeno mediatico assoluto. È diventata una celebrità solo grazie alla sua presenza costante e intensa sui siti internet e sui social media.

Ma oggi la sua immagine presso le masse del pubblico dei reality è che Hillary Clinton, agli inizi della campagna elettorale, alla ricerca di voti in tutte le minoranze e in tutti i sottoboschi per diventare presidente degli Usa, arrivata a farsi un selfie con lei e diffonderlo sui social.

I reality show sono stati la sua piattaforma di lancio, ma nessun altro ospite di reality nel mondo ha raggiunto la sua notorietà e la sua popolarità. E dietro Kim c’è una famiglia, da cui ha preso nome il reality che l’ha resa famosa, Keeping up with the Kardashian, ormai alla su decima annata sulla rete tv E!, gossip, divi e divetti. Sembra un caso di femminimo assoluto (madre, Kris Houghton, sorelle Kim, Kourtney e Khloé, sorellastre Kendall e Kylie Jenner), che nel mondo animale ha un pari solo nelle api. Il clan Kardashian è un fatto esclusivo di donne, gli uomini, inclusi il marito di Kim, Kanye West e il fratello di lei Paul, sono appendici funzionali ma fungibili dopo che è morto il padre di Kim, Robert Kardashian, avvocato famoso per essere difensore e amico di O.J.Simpson (il campione nero che uccise moglie e amante, fu assolto da una giuria di neri, scaduti i termini si vantò di essere lui l’assasino, si fece beccare in una rapina e sta ora scontando 33 anni di galera) e il patrigno Bruce Jenner, campione di Decatlon alle Olimpiadi del 1976, ha cambiato e si chiama Caitlyn.

La storia dei Kardashian è anche un pezzo di sogno americano, con quello che c’è di fantastico e di volgare. Un avo di Kim emigrò con la famiglia in America, per sfuggire al genocidio che i turchi compirono in Armenia nel 1915. Di generazione in generazione, partendo dalla raccolta dei rifiuti, la famiglia si arricchì: una icona del sogno americano nella terra delle opportunità. Le pro pro nipoti di quegli emigranti non hanno perso l’istinto per il denaro, macinano milioni con linee di moda, trucchi e quant’altro. La base della loro forza è nel sapiente uso dei social network.

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