Blitz quotidiano
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La Bibbia: Dio creò uomo e donna pari. Ma 25 versetti dopo..

Nella Bibbia cattolica san Paolo teorizza San Paolo la sottomissione della donna; il ministro Pinotti contesta. Nella Genesi maschio e femmina erano uguali davanti a Dio

ROMA – La Bibbia non dice proprio quello che ci insegnano a Catechismo, che la donna è sottomessa all’uomo dalle origini del mondo, quando Dio la creò, sarebbe forse meglio dire clonò, partendo da una costola di Adamo. O c’è qualcosa di più e di diverso? Siamo proprio sicuri che Mosé la pensasse come poi nei millenni hanno elaborato i sapienti ebrei preoccupati della impalcatura sociale della famiglia? Non è che Dio la pensava in un modo, uomo e donna uguali, e poi scribi e farisei gli hanno fatto cambiare idea?

Il tema è caldo, dopo gli eccessi di Colonia, forse un po’ esagerati dai media per ragioni politiche. Giustamente Roberta Pinotti, ministro della Difesa, ha contestato le parole di San Paolo, che per i cattolici fanno parte della Bibbia, che la donna è sottomessa all’uomo.

La notte di Capodanno di Colonia continua a fare parlare in tanti, forse troppi, spesso a sproposito, dai giornali ai siti internet ai talk show. Ormai le donne molestate hanno superato in Germania il numro di 500, circolano in rete video falsi, dove c’è una europea molestata da tanti arabi ma non è a Colonia e è al Cairo nl 2012 in piazza Tahir, la mitica primavera araba. Ormai si favoleggia di molestie e abusi di massa da parte degli immigrati nei confronti delle donne, continuano a interpellare coscienze (buone e cattive) e a fomentare interpretazioni dell’ultima ora sociologiche, antropologiche, rituali, religiose… a proposito di donne, Islam e immigrazione.

Con annesso corollario scivoloso su femminismo e occidente. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti in una intervista alla Stampa e al Secolo XIX ha voluto  ricordare come anche la Bibbia (al pari del Corano, si presume) proclami l’inferiorità e la sottomissione delle donne.

Nella stessa intervista Roberta Pinotti, politicamente accorta, invita a considerare la difesa della sicurezza delle donne un valore di sinistra anche se non se la sente di dire fino in fondo, contro tutti ma proprio tutti, rom inclusi, che la difesa della legalità è un valore di sinista. Ma questa è un’altra sofferenza per chi crede che i valori della sinistra non siano proprio quelli del Pd.

Uscendo dallo “psicodramma femminile a sinistra” (Italia Oggi) consentiamoci una puntualizzazione filologica. In effetti anche Pinotti fa un po’ di confusione: parla della Bibbia ma poi cita le note frasi misogine di San Paolo. Scorrendo i primi capitoli della Genesi la questione si complica: prima del celebre (e forse malinteso) episodio della costola è esplicitamente detto che tutti gli esseri umani, uomo e donna menzionati precisamente, sono creati a immagine di Dio.

E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza; e sottometta i pesci del mare ed i volatili del cielo e le bestie di tutta la terra, ed ogni rettile che in terra si muove». E creò Iddio l’uomo ad immagine sua; ad immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. (Genesi 1, 26-27).

Adamo, il cui nome è legato al fango, alla terra (adamah in ebraico) di cui è fatto, ha bisogno, nelle intenzioni del Creatore, di un aiuto simile a lui, di una collaborazione vera che piante e animali non possono offrire.

Mandò dunque il Signore Dio ad Adamo un sonno profondo; ed essendosi egli addormentato, gli tolse una delle coste, e ne riempì il luogo con della carne.
E con la costa che aveva tolta ad Adamo, formò il Signore Dio una donna, e gliela presentò. E disse Adamo: «Ecco, questo è un osso delle mie ossa, e carne della mia carne; questa sarà chiamata donna, perché è stata tratta dall’uomo. Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si stringerà a sua moglie, e saranno due in un corpo solo». (Genesi 2, 18-24).

Ma costola è forse sostantivo impreciso nella traduzione: in ebraico il termine usato è tsêla° che vuol dire lato. Si può alludere a una divisione in due dell’essere primigenio, tanto più che versioni più antiche della Genesi attestano un Adamo androgino, che solo una volta dimidiato acquista il genere maschile. Del resto la Bibbia non può essere rappresentata come una costruzione univoca e data una volta per tutte: e soprattutto, per non prestare il fianco (o la costola, fate voi) a strumentalizzazioni contingenti e affrettate, si smetta di utilizzarla per motivi politici e di ordine pubblico.

In questa logica, ci sono due tesi affascinanti che meritano citazione. Una è che la prima estensione della Bibbia risalga ai tempi del re Salomone e che a scriverla sia stata proprio una donna: autore del libro di J sarebbe una donna, J sarebbe femmina. Questo spiegherebbe, per chi sa leggere fra le righe dei palinsesti millenari, il sottile senso di humour che pervaderebbe la prima stesura della Bibbia, soffocato poi dalla calce più che dall’inchiostro dei burocrati che nei mille e più anni successivi hanno adattato la Bibbia alla supremazia maschile.

Altra nota. Si affaccia il nome di Lilith, la prima moglie. Adamo ricevette da Dio una prima moglie, Lilith che però non era molto docile e così Adamo la rifiutò, Dio ne fece un diavolo, gli autori della Bibbia la espunsero e i secoli successivi ne hanno fatto un simbolo del male.