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Laura Boldrini in Europa reddito di dignità, ai poliziotti..

Laura Boldrini nuova gaffe: in Europa "reddito di dignità"

Laura Boldrini nuova gaffe: in Europa “reddito di dignità”

ROMA – Laura Boldrini ha perso una grande occasione per tacere e ha chiesto, non alla scassata Puglia del suo mentore Nichi Vendola ma alla intera Europa

“un reddito di dignità”

che la renda, l’Europa, attraente, capace di “fare innamorare” e di “rispondere alle grandi sfide globali”.

In altre parole, diamo uno stipendio a tutti, profughi e fannulloni, studenti a vita e finti poveri evasori totali. Alle forze dell’ordine, 10 euro lordi di aumento al mese.

L’intervento per fortuna è ridicolo, se no sarebbe grave e improprio. Laura Boldrini non ha titolo a parlare fuori dell’aula della Camera, meno che mai scavalcando primo ministro, ministro degli Esteri, ministro per l’Europa e chissà quanti ancora.

È vendoliano puro, ma Vendola, navigato e abile politico, a tanto non si era mai spinto. Vediamo dal lancio che ha fatto l’agenzia Ansa dell’intervista rilasciata a Repubblica da Laura Boldrini, il Verbo:

“L’Europa così com’è non fa innamorare nessuno… È incapace di rispondere alle grandi sfide globali. Ci vuole un colpo di scena che cambi la prospettiva”, come un “reddito di dignità europeo”.

“Non voglio rimanere a guardare. Non posso assistere alla disaffezione, alla delusione crescenti dei cittadini nei confronti dell’Europa, un’Europa che sentono fonte delle loro sofferenze e dei loro sacrifici, così come ritengo doveroso fare tutto il possibile per arginare l’avanzata delle forze che vogliono disgregare il progetto europeo”.

Nelle cancellerie in Europa tirano un respiro di sollievo, sanno che Laura Boldrini politicamente pesa poco. Ma lei non conosce confini né mezze misure e a ben leggere è anche scorretta perché si occupa di fatti interni di altri Paesi, con un atteggiamento un po’ coloniale. Guardandosi bene da mettere il becco in fatti che non conosce, come quelli di Germania o Francia o Gran Bretagna o degli ex Paesi dell’Est, si occupa solo della più povera Grecia, tanto lì nessuno si accorge della interferenza da parte della terza carica di uno Stato straniero:

“Bisogna ricominciare dagli orfanotrofi di Atene, temperare il rigore con la crescita, aiutare i più deboli a rialzarsi. Ne va della tenuta democratica dei nostri Paesi. Credo che l’adozione di una misura concreta, come lo sarebbe il reddito di dignità europeo per i più indigenti, possa cambiare la percezione dell’Europa che verrebbe considerata finalmente un’istituzione attenta ai bisogni delle persone.

“Attualmente esistono già in 26 Stati, tranne Italia e Grecia, forme differenziate di reddito minimo. Si tratterebbe di introdurle dove non sono previste e di armonizzare quelle che già ci sono. Le risorse verrebbero direttamente dal bilancio dell’Unione attraverso l’introduzione di imposte”, non gravanti su tutti i contribuenti “ma imposte relative a specifiche operazioni. Penso alla carbon tax europea, penso alla tassa sulle transazioni finanziarie internazionali, già oggetto di un negoziato da alcuni anni. Il reddito di cittadinanza sarebbe finanziato così”.

Poi “c’è una seconda via, forse più realistica a breve e medio termine: istituire il reddito minimo nei Paesi dell’Eurozona”.

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