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Libertà di stampa: Italia al 77° posto. Meglio la Moldavia?

ROMA – Libertà di stampa: Italia al 77° posto. Meglio la Moldavia? L’Italia perde quattro posizioni nella classifica di Reporters sans Frontieres sulla libertà di stampa nel 2016, scendendo dal 73/o posto del 2015 al 77/o, su un totale di 180 Paesi (leggi qui il ranking ufficiale). Fra i motivi che – secondo l’organizzazione con base in Francia – pesano sul peggioramento, il fatto che “fra i 30 e i 50 giornalisti” sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni.

Citando fonti della stampa italiana Rsf afferma che “i giornalisti che indagano sulla corruzione e il organizzato sono quelli più presi di mira”. “In Vaticano – continua – è la giustizia che se la prende con la stampa, nel contesto degli scandali Vatileaks e Vatileaks 2. Due giornalisti rischiano otto anni di carcere per la pubblicazione di libri che rivelano i malaffari della Santa Sede”.

Senza nulla togliere alla preoccupazione documentata da Rsf di un arretramento della libertà di stampa in Italia, vale però la pena di segnalare – ancora una volta – l’arbitrarietà di una classifica che questa volta ci vede appaiati a paesi come la Moldavia (76/o posto, un gradino meglio di noi) e il Benin (78/o posto, un gradino sotto): davvero la pluralità, il dinamismo, il peso della stampa italiana è anche minimamente accostabile a quello del paese più povero d’Europa e di una delle economie meno sviluppate della Africa sub-sahariana? L’anno scorso, per dire, altro arretramento, da cui risultava un’Italia peggiore dell’Ungheria di Viktor Orban…