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Luigi Di Maio ad Harvard: “No laurea? Dovevo occuparmi di salvare l’Italia…” VIDEO

Luigi Di Maio ad Harvard: "No laurea? Dovevo occuparmi di salvare l'Italia..."

Luigi Di Maio ad Harvard: “No laurea? Dovevo occuparmi di salvare l’Italia…”

ROMA – Luigi Di Maio ad Harvard: “No laurea? Dovevo occuparmi di salvare l’Italia…”. Va concessa a Luigi Di Maio, reduce da un difficile incontro con ricercatori e studenti nella prestigiosa università americana di Harvard, un’attenuante: raramente in Italia i politici vengono sollecitati con domande e questioni altrettanto acuminate.

Spicca, a questo proposito, la semplice contestazione sul grado di preparazione dei 5 Stelle (presentati peraltro come populisti di destra) di un ricercatore italiano, Mario Fittipaldi, diremmo un cervello in fuga: “Vi siete presentati sulla scena anche parlando di competenze. Ma io non accetto che questo partito sia fatto da persone con un’istruzione molto bassa, come anche lei, bisogna dire, che non ha finito l’università ma che parla di eccellenze universitarie. Paola Taverna, che faceva l’assistente di laboratorio, deve venire a spiegare a me, che studio queste cose da anni, come funzionano i vaccini?”.

La risposta di Di Maio, come mostra il video pubblicato su YouTube dall’Agenzia Vista, è in italiano poi tradotta, lascia di stucco soprattutto chi ha dovuto abbandonare gli studi perché doveva lavorare, seguire i figli, fare altro senza necessariamente coinvolgere i governi o la politica…

“Io sono uno di quelli che rappresentano una forza politica che voleva avere più tempo per formarsi, per crescere, per provare a governare questo Paese; ma visto che gli esperti, quelli preparati, lo hanno ridotto in queste condizioni, non abbiamo tempo per riuscire a organizzarci con lentezza. Per questo molti di noi hanno lasciato quello che facevano e hanno deciso di impegnarsi in prima persona per cambiare le cose. Ci riusciremo? Non lo so. Di certo io gli esperti li ho visti già all’opera, e abbiamo visto in che condizioni è l’Italia”.

In un colpo solo due botte mica male. Di Maio e altri dirigenti grillini non si sono laureati perché dovevano salvare l’Italia, cioè l’insipienza delle classi dirigenti corrotte lo hanno costretto ad abbandonare una luminosa carriera dedicata agli studi. Ed è un bene che questa somma di precarie intelligenze sostituisca i cosiddetti esperti, quelli che fregandosene dell’Italia hanno completato la loro formazione.

Sarà per questo che la sua collega Virginia Raggi a Roma non fece rimuovere i manifesti abusivi contro il ministro dell’Istruzione Fedeli, rea di non essersi laureata. Un consiglio paterno nel frattempo il vicepresidente del Senato Di Maio però lo ha ricevuto dal presidente del Senato in persona, Pietro Grasso, che lo ha invitato a studiare. Come diceva il maestro Manzi? Non è mai troppo tardi.

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