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Migranti caos? Intanto 20mila posti disponibili per gli stagionali restano vacanti. Flop decreto flussi

Migranti caos? Intanto 20mila posti disponibili per gli stagionali restano vacanti. Flop decreto flussi

Migranti caos? Intanto 20mila posti disponibili per gli stagionali restano vacanti. Flop decreto flussi

ROMA – Migranti caos? Intanto 20mila posti disponibili per gli stagionali restano vacanti. Flop decreto flussi. Se per far accedere regolarmente a un lavoro stagionale un immigrato, tipo la raccolta dei pomodori nelle campagne del sud o l’uva dei vigneti dell’alta Italia, l’iter burocratico prevede qualche mese, è chiaro che la stagione finisce e i pomodori e l’uva o marciscono nei campi o a raccoglierli sarà un clandestino.

Sembra irragionevole, ma è proprio quello che succede in Italia con lo svuotamento progressivo di senso e importanza del decreto flussi, uno strumento nato per allocare con raziocinio la forza lavoro extracomunitaria laddove c’è bisogno in cambio del permesso di soggiorno. E dire che ad oggi riesce a distribuire solo lavori stagionali: nel 2016 è stato rilasciato un permesso di soggiorno su tre di quelli messi a disposizione, 20mila posti di lavoro disponibili sono rimasti vacanti.

Secondo i dati del Viminale l’anno passato, a fronte di un tetto di 30.850 posti (17.000 destinati appunto a stagionali di agricoltura e turismo e 13.850 tra lavoro autonomo e conversioni) sono arrivate 44.649 domande. La maggior parte di queste ultime, 34.306, erano inviate da datori di lavoro che avevano bisogno di manodopera nei campi o in strutture turistiche. Di queste, solo una su cinque ha avuto esito positivo: appena 7131. Quanto al resto, sono arrivate soltanto 8939 domande di conversione del permesso e 1404 per lavoro autonomo, largamente meno dei quasi 14 mila posti disponibili. E molte sono pure state respinte: appena 4325 hanno ottenuto il via libera. Quest’anno i posti disponibili sono esattamente gli stessi ma è presto per fare bilanci. (Fabio De Ponte, Raphael Zanotti, La Stampa)

“Ma non è solo per questo che lo strumento del decreto flussi è oggi inutilizzato – denuncia Paolo Bonetti, docente alla Bicocca di Milano ed estensore della Turco Napolitano – da una parte l’ingresso di Paesi come la Romania nell’Ue ha di fatto colmato esigenze lavorative un tempo coperte da extracomunitari. Dall’altro la crisi economica ha colpito duro: nessuno ne parla mai, ma nel censimento Istat del 2011 risultava che 850 mila stranieri un tempo iscritti all’anagrafe si erano cancellati. Erano tornati nei loro Paesi perché qui non trovavano più lavoro”.

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