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Migranti. L’isola di Ventotene controcorrente: “Portateli qui, almeno riapriamo le scuole”

Migranti. L'isola di Ventotene controcorrente: "Portateli qui, almeno riapriamo le scuole"

Migranti. L’isola di Ventotene controcorrente: “Portateli qui, almeno riapriamo le scuole”

ROMA – Migranti. L’isola di Ventotene controcorrente: “Portateli qui, almeno riapriamo le scuole”. L’isola dove il regime fascista confinava i prigionieri politici divenne il luogo simbolo della nascita del sogno di un’Europa finalmente unita oltre gli orrori e i disastri della seconda guerra mondiale. Ventotene, meraviglioso scoglio dell’arcipelago pontino, con tutti i problemi di isolamento e abbandono da parte dei pochi residenti, rischia con il nuovo millennio di aprire  una strada, di fornire una soluzione.

Il problema di oggi sono le grandi migrazioni di massa, in particolare il flusso ininterrotto di profughi dall’Africa: forse in Italia non sarebbe così gravoso per le popolazioni indigene affrontarlo con una giusta ripartizione, peccato non ci sia sindaco, destra e sinistra è indifferente, che si distingua da una retorica ormai standardizzata: “Qui da noi non c’è posto, non accogliamo nessuno”. Intorno plaudente l’immancabile comitato cittadino che ha appena cacciato a sassi un pullman pieno di donne e bambini.

A Ventotene, sarà l’aria di mare o la speciale congiunzione astrale che ne regola i destini, invece si guarda oltre, senza dimenticare che un problema può sempre rappresentare un’opportunità. Nell’isola del manifesto europeista vivono 200 residenti e ci sono solo 2 alunni iscritti alle medie e 8 alle elementari. I genitori sono pronti a trasferirsi per far studiare i figli, ma il sindaco ha avuto un’idea: puntare sull’accoglienza di famiglie e minori non accompagnati. “Saremo di nuovo un simbolo d’Europa”. E un esempio per cui le migliaia di borghi disabitati e paeselli abbandonati. Possono scegliere: diventare l’ennesima magione estiva di qualche miliardario che compra tutto – case, stalle, cappella e memoria – a saldo, o continuare a vivere, crescere, progredire integrando altre storie, altre vite, altri colori.

 

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