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Evasione fiscale. America batte Italia, i Panama Papers dicono 70 miliardi

ROMA – Panama Papers: ricchi Usa evadono tra 40 e 70 miliardi annui. “I Panama Papers mostrano come gli americani nascondano miliardi all’estero”. E’ il titolo di un articolo del New York Times, è la conferma – se mai ce ne fosse bisogno – che l’evasione fiscale è un fenomeno senza bandiere. Non esistono tare antropologiche come in troppi in Italia sembrano ritenere: si evade, si portano soldi all’estero, si lavora di fantasia per occultare, distrarre, confondere laddove esiste qualcosa da nascondere. Alla fine di tante girandole di numeri, si può dire che le cifre dell’evasione in Italia paragonabili a quelle americane viaggiano sui 25 miliardi di imposte dirette evase (calcolo Confindustria).

Per dire, il caso Usa della tolleranza zero e delle manette agli evasori è emblematico. Le leggi federali consentono ai cittadini Usa di trasferire soldi all’estero, ma queste disponibilità all’estero devono essere dichiarate al Dipartimento del Tesoro e ogni imposta su capital gain, interessi e dividendi deve essere pagata come se fosse prodotta in patria. Gli uffici federali calcolano che lo Stato abbia perso tra i 40 e i 70 miliardi di dollari di tasse non pagate sulle ricchezze offshore.

L’esame dei documenti relativi ai files di Mossack Fonseca rivela come almeno 2400 clienti siano riferiti a cittadini americani nell’ultimo decennio, e almeno 2800 le compagnie americane registrate nei paradisi fiscali come Virgin Islands, Seichelles, Panama ecc… Per molti dei clienti americani Mossack-Fonseca forniva una guida pratica per aggirare controlli e imposte negli Stati Uniti.