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Raggi non lascia e raddoppia: #91 successi. Cose fatte: il no alle Olimpiadi

Raggi non lascia e raddoppia: #91 successi. Cose fatte: il no alle Olimpiadi

ROMA – Raggi non lascia e raddoppia: #91 successi. Cose fatte: il no alle Olimpiadi. Smontati uno a uno i 43 successi vantati sul blog di Beppe Grillo dalla Giunta Raggi – da Repubblica a Roma fa schifo, l’elenco dei “giornaloni” scettici è lungo – la sindaca di Roma non lascia e raddoppia. Ora siamo a quota “#91 successi”, strombazzati sempre dallo stesso pulpito mediatico del blog a 5 Stelle, o dovremmo dire il verbo, visto che tutti gli altri canali di informazione sono ostruiti da servi ed editori impuri.

La sindaca ci tiene a ribadire il concetto ai romani duri di comprendonio: “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”, questo l’incipit conciliante della Raggi contro “l’effetto silenziatore” dei media. Ok, sturiamoci le orecchie. Al primo posto resta lo stanziamento di 430 milioni per investimenti nel trasporto pubblico locale per i prossimi tre anni. Aridaje! Quei 430 milioni sono il costo del contratto di servizio Atac, siglato il 10 settembre 2015: roba vecchia, il mondo non è nato il giorno dell’insediamento dei 5 Stelle.

Strano rapporto quello con bilanci e partite doppie. Per dire approvare il bilancio entro la scadenza è un’impresa (successo n° 42) che non è riuscita solo ad Alemanno. Per dire, il successo n° 65 è riferito al no all’Olimpiade: dunque una cosa non fatta alla voce entrate. Meno male che non le hanno fatte, sennò al posto dei 5 cerchi ci avrebbero messo 5 stelle. L’elenco, lunghissimo, è la fotocopia esatta del borderò comunale, un noioso elenco di atti amministrativi che nemmeno il più fanatico dei grillini si sognerebbe di leggere.

Però, spulciando un po’ a casaccio, spicca la “sedia vuota” nella Sala delle Bandiere “dedicata a tutte le donne vittime di violenza” al 65° posto. Purtroppo la lista dei successi assomiglia a un elenco di buoni propositi e belle speranze accreditati da dati falsi quando non omogenei (non si confrontano mele e pere come la furbata al punto 7 sui tagli agli incarichi esterni). Non è corretto esibire la normale amministrazione come successi straordinari: il calcio d’inizio di una partita di calcio non vale un gol, non fa statistica né titolo di giornale. Quanto all’udito, hanno ragione Aldo Giovanni e Giacomo: “Non c’è peggior sordo di chi non ci sente veramente”, con tutto il rispetto dovuto ai diversamente udenti.

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