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Reggio Emilia, down multato: quando il rispetto è in subappalto

ROMA – Reggio Emilia: quando il rispetto della diversità è in subappalto. La vicenda ha suscitato l’indignazione social che meritava e le scuse obbligate delle autorità preposte: sul controllore che ha multato il ragazzo affetto da sindrome di down sull’autobus che lo riportava a casa per un banale supplemento non pagato inutile spendere troppe parole. Ottuso, certo, ma anche gravato –  questa sì una vera sindrome mentalmente invalidante – da quella incoercibile predisposizione ad esercitare il proprio misero spazio di potere su chi si ritiene in qualche modo inferiore. Debole coi forti, forte coi deboli.

Il ragazzo, abituato a circolare in perfetta autonomia fuori e dentro Reggio Emilia, è tornata a casa balbettante, in preda ad un’angoscia inesprimibile, non voleva più prendere l’autobus, ha riferito la mamma denunciando il fatto su Facebook. Immaginiamo la sua preoccupazione, l’ansia di non capire cosa gli succedesse, per poi scoprirne la meschina ragione: un tratto di strada extraurbano non coperto dal biglietto regolarmente timbrato.

Il controllore ovviamente ha squalificato innanzitutto la sua città e gli sforzi riconosciuti per contribuire a una maggiore sensibilità nei confronti delle diversità. Giusta la rivendicazione degli amministratori reggiani.

«In questi mesi, all’interno del progetto “Reggio Emilia città senza barriere”, abbiamo promosso fra l’altro la formazione degli autisti di Til (azienda che gestisce i minibus e gli scuolabus) sui temi della disabilità e dell’handicap e tale formazione si estenderà a tutti gli operatori del trasporto pubblico locale: il loro comportamento può essere di grande aiuto, certo non deve tradursi in una “barriera”». (Gazzetta di Reggio)

Peccato però che alla fine, viene fuori che il controllore lavora per Holacek, una società esterna in subappalto, diciamo così, una barriera, alla possibilità che una formazione sortisca qualche effetto . Nico Giberti, sindaco di Antinea, perlomeno ammette che un problema c’è: “È stato un episodio riprovevole e molto grave, che fa riflettere anche sulla qualità dei subappalti che vengono affidati. Come amministratori è doveroso che in questo senso ci assumiamo delle responsabilità: l’autonomia delle persone con disabilità deve essere una priorità di ogni comunità”.