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Renzi, “711mila nuovi posti, chi ha fatto meglio?”. Successo che vale un manifesto, non un ridicolo tweet…

Renzi, "711mila nuovi posti, chi ha fatto meglio?". Successo che vale un manifesto, non un ridicolo tweet...

Renzi, “711mila nuovi posti, chi ha fatto meglio?”. Successo che vale un manifesto, non un ridicolo tweet…

ROMA – Renzi, “711mila nuovi posti, chi ha fatto meglio?”. Successo che vale un manifesto, non un ridicolo tweet… “Il jobs act ha portato “711mila nuovi posti se qualcuno riesce a far meglio lo dica”. Così Matteo Renzi sugli effetti del jobs act durante il confronto su Sky con i candidati alla segreteria del Pd.

La vulgata comune ci consegna un Renzi bifronte: abilissimo comunicatore sempre up to date con la generazione social ma politicamente leggero, al limite dell’inconsistenza culturale. E se fosse vero il contrario? Prendiamo i dati sul lavoro: per capire che sulla creazione di nuovi posti ha ragione Renzi – i circa 700mila nuovi occupati attribuibili al giovane ex presidente del Consiglio – basterebbe mettere insieme le dichiarazioni contrarie di Cesare Damiano da una parte e Renato Brunetta dall’altra, ovvero i due poli tra cui oscilla la direzione di marcia del Pd, tra il tentativo di riacciuffare la sinistra ostile e la tentazione di riproporre un accordo con Forza Italia. Bene, per entrambi, Renzi ha fallito, 711mila posti di lavoro in più sono acqua fresca. Dimenticando i ben più fragorosi fiaschi occupazionali di cui si sono resi protagonisti quando al governo c’erano loro.

Per un partito come il Pd, per la sua storia e per il suo discorso pubblico, spesso tracimante in insopportabile litania pauperista, quei 700mila posti veri (pensiamo al milione finto di Berlusconi spacciato per autentico) dovevano rappresentare presupposto e orizzonte, forma e contenuto del programma economico. Un manifesto per il nuovo millennio. Conferenze programmatiche, dibattiti, convention, manifestazioni di piazza…tutto l’armamentario propagandistico avrebbe dovuto esser mosso alla bisogna.

E invece… Invece il tema è l’occasione per l’ennesimo tweet. Un effimero, mortificante (per le ragioni del dibattito, per la nobiltà della causa) tweet.  “Mi ricordo che assieme ai miei a Palazzo Chigi ragionavamo su un obbiettivo attorno ai 100mila posti in più l’anno. E invece ne abbiamo avuti oltre 250mila, molto al di là – conclude – delle aspettative”: altro tweet dove a spiccare non è la notizia economica ma una certa boria autocelebrativa. Quello comunica, quello resta.

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