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Scuola. Più cattedre che maestri: in Emilia Romagna solo uno su 4 passa il concorso primarie

Scuola. Più cattedre che maestri: in Emilia Romagna solo uno su 4 passa il concorso primarie

Scuola. Più cattedre che maestri: in Emilia Romagna solo uno su 4 passa il concorso primarie

ROMA – Scuola. Più cattedre che maestri: in Emilia Romagna solo uno su 4 passa il concorso primarie. In 3.319 si sono presentati al concorso per diventare maestri alla scuola elementare: c’erano 1.027 posti, ma alla prova orale sono stati ammessi solo in 826. E’ successo – come riporta l’edizione locale di Repubblica – al concorso per le scuole elementari in Emilia-Romagna. Una cosa simile è successa per la scuola materna, dove 448 candidati hanno superato lo scritto su 2.701.

In pratica in Emilia Romagna solo il 24% dei candidati al concorso per entrare di ruolo nella scuola primaria e il 16,5% dei candidati alla scuola d’infanzia ha superato le prove scritte.

“Chi si è presentato – ha detto a Repubblica Stefano Versari, direttore dell’Ufficio scolastico regionale – non aveva la valigia degli attrezzi che occorre per entrare in una classe. Al concorso per l’infanzia il livello culturale dei candidati era basso, negli altri i commissari hanno rilevato una profonda competenza culturale ma uno scarso livello di preparazione di natura didattica”. I bocciati non avevano, secondo la commissione, gli strumenti per tradurre in una lezione le competenze acquisite. Ma numerosi sono stati anche gli strafalcioni grammaticali.

La vicenda del concorso in Emilia Romagna racconta un pezzo della nostra storia. La scuola come lavoro-rifugio. Chiunque pensa di poter insegnare e invece non è vero. Ma lo si pensa perché negli ultimi trent’anni, in mancanza di un sistema regolare di reclutamento, tanti hanno potuto insegnare di fatto, senza concorsi e selezione, per accumulo di punteggio di servizio e titoli i studio, anno dopo anno, con meccanismi di salvaguardia per cui alla fine in qualche modo nella scuola si entra e soprattutto si resta. Inamovibili. Provi un preside a fare una contestazione a un docente, di ruolo o no. Un calvario. (Mariapia Veladiano, La Repubblica)

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