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Spread a 170 punti, spettro già svanito: no voto anticipato, flop M5S, Pil 2017 in ascesa, Bce…

Spread a 170 punti, spettro già svanito: no voto anticipato, Pil 2017 in ascesa, boom titoli, Bce…

ROMA – Spread a 170 punti, spettro già svanito: no voto anticipato, flop M5S, Pil 2017 in ascesa, Bce… Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco ha aperto mercoledì 14 giugno in calo a 170,1 punti, con un rendimento dell’1,959%. Un trend favorevole ai conti pubblici per un Paese come l’Italia esposto a un debito monstre, un trend positivo determinato da diversi fattori concomitanti iniziato però, in larga parte, con il fallimento dell’accordo sulla legge elettorale letto sui mercati e non solo come il definitivo accantonamento della volontà dei partiti di andare a elezioni anticipate e, assicurano gli analisti, con il successivo flop dei 5 Stelle alle amministrative di domenica scorsa.

Risolutiva per scongiurare il ritorno dello spettro dello spread (salito la settimana scorsa sopra i 200 punti, considerata la soglia di pericolo) anche la decisione della Bce di procrastinare la fine del cosiddetto quantitative easing, cioè l’acquisto massiccio dei titoli di stato, in conseguenza del rallentamento dell’incremento dell’inflazione. Se ne riparlerà nel 2018, e comunque sarà un passaggio molto graduale.

Ma è sulla politica italiana che si concentrano i mercati: gli stessi che, fino appunto a pochi giorni fa, avevano messo nel mirino i rischi di ingovernabilità legati a una legge proporzionale che certo non avrebbe consentito di conoscere il vincitore la sera del voto, figuriamoci il nome e il partito incaricato di redigere l’importante legge di bilancio di fine anno. Rischi uniti al timore che forze anti-euro come M5S e Lega Nord potessero prevalere alle elezioni.

San raffaele

Mettiamoci anche le migliori prospettive di crescita, con il Fondo Monetario che aggiusta al rialzo le stime 2017, un lusinghiero +1,3 % rispetto all’anemico 0,8%: esultano giustamente il ministro dell’Economia Padoan (“revisione Pil gigantesca”) e il primo ministro Gentiloni che paragona l’assist del Fmi a “un lancio spaziale” (ma si trovava gli stabilimenti della Avio). E non va dimenticata, segnala Il Sole 24 Ore, la circostanza abbastanza insolita in un periodo di tassi a zero per cui le banche italiane stanno rifacendo il pieno di titoli di Stato.

Le banche italiane hanno ricominciato ad accumulare titoli di Stato nei propri portafogli, incuranti dei rischi che potrebbero scaturire da un rallentamento e da un successivo stop degli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce (il tapering ) e anche dell’ipotesi di una variazione delle regole per la ponderazione del rischio sui bilanci bancari. Lo dimostra il fatto che ad aprile la quota detenuta in BTp e simili sia cresciuta di 3,2 miliardi di euro a sfiorare i 395 miliardi, e soprattutto che si sia trattato del quarto mese consecutivo di incremento dopo una seconda parte del 2016 in cui le operazioni di smobilizzo l’avevano invece fatta da padrone. (Maximilian Cellino, Il Sole 24 Ore)

 

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