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Stop botticelle a Roma, quelle elettriche sostituiranno i cavalli. Lobby sconfitta? Raggi gioca facile…

Stop botticelle a Roma, quelle elettriche sostituiranno i cavalli. Lobby sconfitta? Raggi gioca facile...

Stop botticelle a Roma, quelle elettriche sostituiranno i cavalli. Lobby sconfitta? Raggi gioca facile…

ROMA – Stop botticelle a Roma, quelle elettriche sostituiranno i cavalli. Lobby sconfitta? Raggi gioca facile… Per carità, la salute dei cavalli viene prima di tutto. Per questo bisognerebbe salutare con sollievo il rinnovato impegno della giunta Raggi ad abolire le famigerate “botticelle” di Roma, le carrozze turistiche trainate da cavalli costretti a trascinarsi dietro anche 800 kg in mezzo al traffico e allo smog cittadini. “Stiamo attuando il regolamento per togliere le botticelle con i cavalli dalla strada, insieme con il dipartimento Mobilità”, asseriva ieri l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari.

E’ da 11 mesi che promettono di rispettare l’impegno solennemente sottoscritto già in campagna elettorale con le varie associazioni animaliste, forti di una petizione di ben 10mila firme e di sondaggi che danno l’80% dei romani favorevoli. La potente lobby dei cavallari (41 vetturini ridotti a una trentina perché gli altri hanno accettato una permuta con una licenza di taxi…) era fin qui riuscita a ipnotizzare prima Alemanno (che pure su Unire, unione nazionale incremento razze equine, ha fondato un suo feudo personale di voti e potere, vedi Panzironi) poi Marino il marziano.

E’ comunque una soddisfazione per Raggi il primo scalpo di una lobby romana, dopo che con i tassisti ci si è messa d’accordo, con i sindacati delle municipalizzate con il 10% di dipendenti che di regola ogni giorno marca visita ha fatto il pieno di voti, con i camion bar dei Tredicine è scesa a patti… Ai vetturini appiedati è stata promessa la riconversione a conducenti di botticella elettrica, come quelle di New York dicono.

Costano 20mila euro l’una, il primo prototipo è già pronto, certo che se il folklore anacronistico è un attentato al buon gusto, con una botticella elettrica si guadagna al massimo un secolo sul pittoresco quadretto di una Roma sparita e programmaticamente in rovina. In direzione Hollywood dei poveri ma belli.

E in ultimo, quale fine faranno i cavalli, chi si prenderà cura di loro? I cavallari, maneschi e impresentabili (ma allora anche i tassisti e gli ambulanti) pare non assomiglino neanche un po’ al vecchio Alberto Sordi di “Nestore l’ultima corsa”), ma i maltrattamenti non sono né fisiologici né obbligatori visto che il regolamento, che nessuno ha fatto rispettare, prevedeva precise restrizioni (niente ore calde, limiti di peso trasportabile, controlli ecc…).

Ci penserà il Comune allora ai cavalli, magari nelle stalle approntate a Villa Borghese in sostituzione di quelle abusive attuali di Testaccio? No, perché le nuove casette in legno costruite sbancando una collina storica del Pincio sono poi risultate non idonee. Ah ecco.

 

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