Blitz Blog

Tasse, in Francia il Governo annuncia taglio di 7 miliardi. Orlando invoca la patrimoniale

Tasse, in Francia il Governo annuncia taglio di 7 miliardi. Orlando invoca la patrimoniale
Tasse, in Francia il Governo annuncia taglio di 7 miliardi. Orlando invoca la patrimoniale

Tasse, in Francia il Governo annuncia taglio di 7 miliardi. Orlando invoca la patrimoniale

Da Cronaca OggiNotizie da Italia e mondo scelte da Marco Benedetto

La Francia si prepara a ridurre le tasse. Non con le statistiche taroccate ma con un taglio “di circa 7 miliardi di euro”, come ha annunciato sabato 8 luglio il primo ministro Edouard Philippe. Va oltre i 20 miliardi in meno entro il 2022 proomessi martedì. Fa meno di un uno per cento sugli oltre 1.000, esattamente 1.009,  miliardi di “prelievi obbligatori” previsti in Francia per il 2018. Vi sono compresi “le imposte dirette, le tasse e i contributi sociali”. Il taglio delle imposte, dicono, sarà finanziato dal taglio della spesa pubblica.

Una goccia nel mare. Philippe non ha detto se i 7 miliardi andranno in detrazione dei 19 miliardi medi anno di cui è cresciuto il prelievo del Fisco negli ultimi 10 anni. Il che vorrebbe dire che la pressione fiscale crescerebbe non più di 19 ma di 12. Oppure se dovrà essere proprio una inversione di tendenza e quindi il meno 7 si calcola da dove sono arrivati oggi i francesi. La tabella che pubblica il Figaro promette bene, fa vedere che da un picco del 44,8 nel 2016 si dovrebbe già scendere al 44 nel 2017. Il che vorrebbe anche dire che il povero Hollande, ridicolo e patetico, ha però fatto un buon lavoro.

Sarà poi da vedere se ci riusciranno.

Chi ricorda ancora in Italia la barzelletta di Mario Monti sulla “spending review”? Ne hanno parlato per un po’, ci hanno lasciato la faccia illustri economisti e alla fine il debito pubblico continua a crescere.

Importante è il valore politico, il messaggio di coerenza che Emmanuel Macron lancia attraverso il suo primo ministro. Il taglio del Fisco “passerà per il controllo delle spese, passerà per la messa in opera, col voto della finanziaria 2018, degli impegni del presidente della Repubblica, nella coerenza, nella durata”.

Ce li sentite Gentiloni o Padoan, che implorano sconti alla Unione europea e agitano i profughi, emergenza da loro creata, come fanno gli zingari con i bambini quando chiedono l’ elemosina, Sono ostaggio di gente come Orlando che vuole la patrimoniale e vuole togliere lo champagne ai ricchi per dare i soldi ai poveri. Che poi orma sono, più o meno finti, metà degli italiani, perché metà degli italiani paga in media 185 euro di Irpef all’anno, mentre l’altra metà, be’, lasciamo stare. Poi c’è quella minoranza che sono i veri ricchi, ma quelli, be’, lasciamo stare anche loro.

Non è che si debba credere a Macron e non credere a Renzi. Entrambi sono quello che pensiamo ma non diciamo per paura del vilipendio. La Francia è un Paese forse ancor più socialista dell’ Italia, se per socialista si deve intendere un Paese dove lo Stato è lui e dove i politici di professione hanno creato una massa di parassiti che succhia il sangue a chi produce. Destra o sinistra nulla cambia se non chi ha diritto a rubare di più. La prova? Nei 5 anni di Hollande la pressione fiscale è salita di 95 miliardi. Idem sotto Sarkozy. Destra e sinistra unite nello sfruttamento dei cittadini che lavorano e producono reddito.

Gli altri… da loro sono i contadini, da noi i descamisados di D’Alema e Grillo-

Una controprova. Anche la Francia non scherza, con rapporto debito/Pil, che è al 3,2%. Si sono impegnati a scendere al 3%. In una certa misura lo stanno già facendo, senza piatire sconti. A leggere le cronache francesi, si ha l’impressione di un déja vu. L’abbiamo già sentito anche in Italia: i ministri sono stati invitati a tagli per 5 miliardi già nel 2017. O sono sicuri di averli già fatti, o hanno proprio la faccia di Renzi.

To Top