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Terremoto. Un assessore in Emilia scrisse: non dite nulla se…”Il modello Errani è fallito”

Terremoto. Un assessore in Emilia scrisse: non dite nulla se..."Il modello Errani è fallito"

Terremoto. Un assessore in Emilia scrisse: non dite nulla se…”Il modello Errani è fallito”

Terremoto, nuovi fantasmi escono da dietro le quinte della lotta senza quasi esclusione di colpi che è in corso sulla prevenzione dei sismi. Intanto, in Emilia Romagna, un consigliere regionale di opposizione e ex volontario della protezione civile, Antonino Spica, sentenzia: è il fallimento del modello Errani.

Il giornale on line La Pressa, di Modena, rivela che, quattro anni fa, nel 2014, un assessore della Regione Emilia Romagna chiese

“alle università regionali ed alla sede regionale INGV di Bologna di ‘tacere’ su eventuali ‘segnalazioni di fenomeni geologici particolari se non prima vagliati da un addetto della Regione”.

Quale addetto e con quali competenze non era precisato. Il documento, rivela La Pressa, il documento è tuttora in retea. La firma è quella dell’assessore Paola Gazzolo della regione Emilia con delega al territorio. La lettera è del 1 agosto 2014.  L’assessore

“chiede alle università regionali ed alla sede regionale INGV di Bologna di ‘tacere’ su eventuali ‘segnalazioni di fenomeni geologici particolari- (Determina 6512 del 15/05/2014) – se non prima vagliati da un addetto della Regione”.

Antonino Spica, consigliere di minoranza, ex volontario della Protezione Civile, alza la polemica.

“Non si sa chi sia costui o chi siano costoro, né quali siano esperienze e competenze. Mi chiedo allora se la scienza può essere imbavagliata dal divulgare notizie che riguardano la sicurezza dei cittadini’.

Antonino Spica è di Bastiglia (Modena) e non è nuovo, a parte le sue dimissioni dalla Protezione Civile, alla polemica politica fuori del coro.

“Certi politici che ricoprono incarichi importanti fanno voce grossa finché non trovano persone competenti e coraggiose, parlano ma non mordono, basta non demordere. Il guaio è che in Emilia abbiamo tanti politicanti, ma non abbiamo una Albina Colella. Albina Colella, geologo e docente presso l’Università della Basilicata, ha vinto una causa per diffamazione intentatale dall’Eni.Ora, se ENI in questo caso non è intoccabile, lo è forse il Pd emiliano? Recentemente anche su un invito da parte del professor Enzo Boschi di organizzare un pubblico incontro con la regione Emilia, la stessa regione pare ‘sorda’ poiché non mi risulta alcuna replica: dunque se da un lato hanno ragione Colella e Boschi, dall’altro lato o la Regione Emilia non ha competenze per controbattere, o forse entrambi? E’ necessario, se si ama veramente il territorio, che la politica ascolti la Scienza nell’esclusivo interesse dei cittadini, diversamente sarà perenne il conflitto di interessi. Il punto è che sul terremoto del 2012 e l’alluvione del 2014, si son prodigati in fretta a spegnere i riflettori su ciò che accadde. In molti hanno intrapreso una battaglia sui numeri e per certi aspetti anche io. Ma mi permetto di ricordare che ho fatto svariati chilometri su e giù per l’Italia ad incontrare persone e raccogliere atti e prove. E alla fine (lo scorso anno e dopo 4 anni), mi sono reso conto che di terremoto, su ciò che accadde realmente sono in molti a non averlo compreso o, forse colpevolmente e inconsciamente, si rifiutano di affrontare le reali questioni.
“Infine, che fine ha fatto il tanto decantato “modello Emilia” che Vasco Errani ha tentato di esportare in Centro Italia, con il ritornello del “non vi lasceremo soli”? – chiude Spica – Le inaspettate paventate dimissioni di Errani da Commissario in Centro Italia, non solo rappresentano l’ennesima gestione fallimentare di un modello, ma anche quel non attaccamento al territorio che si preferisce abbandonare per cercare altri “posti al sole”, non dimenticando che anche per il 2012, le colpe di Errani sui crolli hanno responsabilità evidenti come più volte accennato dalla Scienza libera e onesta”.

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