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Terremoto. Nonna Giuseppina sfrattata dalla casetta e sfruttata. Perché l’abuso edilizio dei figli…

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Terremoto. Nonna Giuseppina sfrattata dalla casetta e sfruttata. E l’abuso edilizio dei figli?

ROMA – Terremoto. Nonna Giuseppina sfrattata dalla casetta e sfruttata. Perché l’abuso edilizio dei figli… Giuseppina Fattori, la dignitosissima nonnina di 95 anni sfrattata due volte – dal terremoto del Centro Italia e dalla magistratura – merita tutta la solidarietà del mondo. Oggi ci sarà il ricorso della famiglia per quell’ordine di sequestro della casetta di legno che i figli avevano costruito per lei.

Ricorso che giunge peraltro dopo la proroga accordata dal tribunale di Macerata: nessuno, per capirci, sarebbe finito per strada. Social, media tradizionali, politici di ogni estrazione hanno contribuito al santino della povera anziana in lacrime vittima della burocrazia occhiuta e insensibile: un bel modo di far bella figura, ascolti e click gratis. Che la casetta fosse abusiva però non lo mette in dubbio nessuno. Nemmeno i figli. Ma non fa notizia.

Questa vicenda è dovuta a un nostro errore, non abbiamo pensato che le conseguenze per la mancata autorizzazione paesaggistica sarebbero state queste, ma abbiamo agito spinti dall’urgenza e dall’amore per questa donna. (Quotidiano.net)

E’ chiaro che Giuseppina è vittima del terremoto e della organizzazione traballante del post-terremoto. Ma anche della volontà dei figli di aumentare illegalmente la cubatura della casetta. E di quello che con una espressione che si sta imponendo specialmente al sud chiamiamo oggi abusivismo di necessità. Fra l’altro c’è una legge ferma in Parlamento, la legge Falanga, che disciplina le priorità da seguire nelle demolizioni e che prevede lo stop a quelle dirette agli abusi edilizi di necessità, cioè quelle di chi non ha altri alloggi dove andare.

Nel frattempo piangiamo con Giuseppina. Di cosa fare delle 70mila abitazioni abusive denunciate dal presidente della Campania De Luca ne parleremo alla prossima inondazione, o terremoto. Quando di necessità non si fa virtù, ma abuso.

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