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Vaccini obbligatori a scuola, scontro tra ministri: Fedeli (Istruzione) stoppa Lorenzin (Salute)

Vaccini obbligatori a scuola, scontro tra ministri: Fedeli (Istruzione) stoppa Lorenzin (Salute)

Vaccini obbligatori a scuola, scontro tra ministri: Fedeli (Istruzione) stoppa Lorenzin (Salute)

ROMA – Vaccini obbligatori a scuola, scontro tra ministri: Fedeli (Istruzione) stoppa Lorenzin (Salute). Governo diviso sull’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Ieri il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, convinta sostenitrice della necessità di tornare all’obbligatorietà per contrastare il ritorno di pericolose malattie, ha reso noto che è pronto un testo di legge in merito, e che è sua intenzione ”aprire una discussione con i colleghi di governo”, forse già domani in Consiglio dei Ministri.

Ma da Palazzo Chigi arriva lo stop: “Domani all’esame del Consiglio dei ministri non è previsto alcun testo di legge relativo ai vaccini”. L’obiettivo, si piega in ambienti di governo, è di stoppare sul nascere possibili polemiche su qualcosa che ancora non c’è, rimandando la discussione a quando il testo sarà definito e portato in Consiglio dei Ministri. Nonostante Lorenzin si dica “sbigottita” nell’apprendere dai media notizie di contrapposizioni fra ministri, la titolare dell’Istruzione Valeria Fedeli, aveva nei giorni scorsi sollevato perplessità sul provvedimento.

Perplessità rimarcate anche ieri quando ha sostenuto che “l’obbligo dei vaccini non deve andare contro il diritto all’istruzione”: il riferimento è alla obbligatorietà dei vicini per essere ammessi nelle scuole, così come sarebbe previsto nella bozza del dl Lorenzin. Senza contare le riserve di legittimità visto che la Costituzione garantisce la libertà di scelta nei trattamenti sanitari e il rischio che il provvedimento scateni una caccia all’untore, quanti cioè, si pensi agli immigrati con scarse se non nulle prove documentali sulle vaccinazioni o chi per altri motivi non può vaccinarsi, saranno esclusi.

Una partita in cui entra anche il pd di Matteo Renzi, assolutamente favorevole al provvedimento. Resta in ogni caso la divisione su un punto nodale. Da un lato l’esigenza di salvaguardare la salute pubblica, con il ministro che lo scorso gennaio ha già raggiunto un accordo per il ritorno all’obbligo con gli assessori delle regioni, dall’altro il diritto all’istruzione.

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