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Venezia: per i “barbari della Laguna”, solo 8 toilette pubbliche

ROMA – Venezia: per i “barbari della Laguna”, solo 8 toilette pubbliche. Celebrare il funerale di Venezia è più di un genere letterario, da Thomas Mann all’orda dei turisti ignoranti e maleducati, passando per la crisi industriale di 50 anni fa.

Intanto i “barbari della Laguna” (Il Gazzettino) continuano a far pipì per strada, a presenziare in costume e infradito davanti alle basiliche, a vivere come non ci fosse un domani.

E a tuffarsi nei canali tra le celebri colonne di Marco e Todaro, come un turista della Repubblica ceca beccato in flagrante e stangato seduta stante con una multa di 50 euro.

Certo orinare sui muri del prestigioso centro storico è oltraggioso. “Turists, go away”, si legge sugli stessi muri, i residenti hanno spiccato il loro personale mandato di espulsione. Nel frattempo si accontentano di incrementare le entrate affittando esclusivamente ai forestieri.

Quanto alle strutture ricettive minime, ognun per sé e Dio per tutti. Nel centro storico, è lo stesso Gazzettino ad informarci, sono disponibili la bellezza di 8 bagni pubblici, una dotazione per un turismo nemmeno elitario, ma da circolo esclusivo.

Magari, se proprio gli scappa, cosa costa a un turista servirsi delle toilette di bar e ristoranti? Bene, per una pisciatina e una salve regina con colazione (se non consumi, nisba) per sé e la moglie, per esempio, il calcolo è presto fatto:  2 toast, due té, due caffé e una mezza minerale, 70 euro e passa la paura.


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