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Australia, legge permette di uccidere un gay se…

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SYDNEY – In Australia puoi uccidere senza paura del carcere se sostieni che l‘uomo che hai ammazzato era un gay che ci stava provando. Lo prevede la legge, una vecchia legge (chiamata “gay panic“)ancora in vigore in due Stati del grande Paese dell’Oceano Pacifico: il Queensland e il South Australia. Ma adesso un sacerdote cattolico si sta battendo perché venga cassata.

Il sacerdote si chiama padre Paul Kelly e ha promosso una petizione su Change.org in cui chiede l’abolizione di questa legge “omofobica, umiliante, offensiva e pericolosa per i gay, che consente agli assassini di passarla liscia con delle sentenze ridicole”.

Eppure questa legge non solo è in vigore, ma è servita anche di recente per salvare alcuni assassini. Come Joseph Lindsay, condannato per l’omicidio di Andrew Negre. Se l’è cavata con una condanna lieve perché il suo avvocato ha sostenuto proprio che Negre era gay e ci aveva provato.

La stessa tesi è stata seguita dagli avvocati di Richard Meerdink​  e Jason Pearce, che sei anni fa uccisero Wayne Ruks proprio sul sagrato della chiesa di padre Kelly. Grazie a quella linea di difesa i due assassini ebbero condanne lievissime. Pearce ha scontato solo un anno di carcere, Meerdink verrà presto rilasciato in libertà condizionata. E questo, oltre tutto, quando Ruks non era nemmeno omosessuale.

Padre Kelly è rimasto disgustato da quella vicenda. E ha deciso di lanciare questa petizione su Change.org per chiedere l’abolizione della “gay panic law”. “Vedere abolita questa legge rivoltante è la mia missione. Appartiene al Medioevo”, ha detto il sacerdote.