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Baby-kamikaze con maglia Messi fermato a Kirkuk

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ROMA – Kirkuk: fermato baby-kamikaze con la maglia di Messi. Un bambino di circa 12 anni è stato fermato nella tarda serata di ieri a Kirkuk, capitale del Kurdistan iracheno, poco prima che si facesse esplodere. Lo riferiscono i media curdi, che pubblicano le drammatiche immagini del ragazzino con indosso la cintura esplosiva, bloccato dagli agenti che disinnescano l’ordigno.

La cittadina nel sud della Turchia è stata la culla di molti attentatori suicidi. Elementi ingaggiati da un personaggio chiave, Yunus Durmaz, esponente dello Stato Islamico ed emiro della zona. Ha pescato tra i parenti e gli amici, ha creato una rete terroristica legata al comando di Raqqa (Siria), ha pianificato i massacri di Suruc e Ankara, è riuscito ad agire nella regione curda. E poi si è immolato in maggio quando la polizia stava per catturarlo. Nel computer trovato nel suo rifugio – come segnala l’esperto Aaron Stein – c’era una lista di possibili bersagli, tra questi anche i ricevimenti nuziali. Impossibile proteggere feste e ritrovi di questo tipo, facile infiltrare qualcuno tra gli invitati.

E’ dunque probabile – sempre se è vera la ricostruzione ufficiale – che gli uomini del suo gruppo abbiano deciso di proseguire la missione affidandosi a un tredicenne. E sono poco più grandi i quelli che l’Isis mette alla guida dei veicoli-bomba utilizzati in Siria o in Iraq. Le foto diffuse in questi mesi rivelano come l’età degli «istishadi» stia scendendo in modo netto, in risposta alle esigenze operative e magari a qualche «buco» nei ranghi. (Guido Olimpio, Corriere della Sera)

Ci sono 29 bambini e adolescenti – di un’età compresa tra i 4 e i 17 anni – tra i 51 morti causati dal kamikaze di 12 anni che si è fatto esplodere a una festa di nozze a Gaziantep, in Turchia. Lo riferiscono i media curdi e il quotidiano turco di opposizione laica Cumhuriyet. Le vittime identificate finora sono 44.

Il drammatico bilancio della strage degli innocenti, a causa dell’assenza di scrupoli da parte dei Isis, riguarda purtroppo anche bambini e adolescenti allo stesso tempo vittime e carnefici. Del resto dal fronte dell’Isis alla Nigeria di Boko Haram si abbassa l’età degli attentatori.

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