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Brexit, “panico da sterlina”: difficoltà per cambiarle

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LONDRA – Il “pound panic” – panico sterlina – si diffonde in tutto il mondo e il risultato è che i turisti inglesi sono  qua e là lasciati senza un soldo: banche e alberghi, infatti, rifiutano di cambiare le sterline in moneta locale a causa delle turbolenze nei mercati finanziari.

Inconvenienti di questo tipo sono stati segnalati negli Stati Uniti, Grecia e Australia e in quest’ultimo Paese la Commonwealth Bank e NAB hanno sospeso il cambio della sterlina. Commbank ha twittato: “Siamo spiacenti, ma a causa dei recenti risultati del referendum sull’uscita britannica, abbiamo deciso di sospendere temporaneamente il cambio delle sterline inglesi e transazioni che non includono il dollaro australiano, fino alla mattina di lunedì 27 giugno”.

I turisti sull’isola di Kos hanno affermato di non aver potuto cambiare il denaro poiché la Banca Centrale Europea non ha fissato un tasso di cambio ufficiale per la sterlina. Matt Rooney, in vacanza sull’isola greca, ha twittato: “Sta già iniziando! Siamo in Grecia, nessun cambio di sterline in contanti e niente bancomat per gli inglesi. Grande #brexitfail”. Ha pubblicato la foto di un avviso del suo albergo che diceva: “Siamo spiacenti di informarvi che in questo momento, non avendo un tasso di cambio ufficiale da parte della Banca Centrale, non siamo in grado di cambiare sterline inglesi o scozzesi”. In seguito a questo tweet, Rooney, che vive nel Nottinghamshire, ha detto che alcuni bancomat attualmente sono in funzione, ma alcuni alberghi sono ancora riluttanti a cambiare la valuta. Ha scritto: “E’ stato affermato che i bancomat ora stanno andando a tutta birra, ma ancora nessun cambio di sterline negli alberghi”.

Alex Smith, di Londra, a seguito dei risultati del referendum ha avuto problemi in Bulgaria e su Facebook ha scritto: “L’ufficio cambio dell’aeroporto di Varna ha rifiutato di accettare le nostre sterline. Attenzione a chiunque oggi sia così sciocco da viaggiare”.

Il MailOnline scrive che è anche a conoscenza di inconvenienti analoghi a New York e alle Hawaii, dove i turisti inglesi non possono prelevare denaro contante a causa di un “tasso di cambio non rilevato” della sterlina. Alcune persone sembrano stiano avendo problemi nel Regno Unito con NatWest, che ammette di aver sospeso il cambio a causa di “una fluttuazione del mercato”.

Joshua ha scritto su Twitter: “E’ stato detto solo che non possono cambiare le sterline (sic) in euro presso NatWest e cito “la sterlina attualmente è colata a picco”, ho una vacanza in programma”. NatWest Help ha risposto dicendo:”Ciao Joshua, a causa di una fluttuazione nei mercati valutari, stiamo indirizzando i clienti a travelex.co.uk”.

La campagna “Leave” ha trionfato con il 52% sul “Remain” (48%) in tutta l’Inghilterra e il Galles, nonostante il massiccio sostegno a rimanere nell’Europa da parte della Scozia e delle principali città, tra cui Londra.

Quando è stato annunciato il risultato del referendum, la sterlina ha perso circa il 20 per cento ed è precipitata bruscamente al suo livello più basso, in 31 anni, contro il dollaro americano, a un passo dal perdere il rating AAA.

La sterlina è sprofondata al tre per cento dopo il risultato nella roccaforte operaia di Sunderland e alle 2 di notte era a più del cinque per cento contro il dollaro. Il mercato ha recuperato un po’ terreno dopo che Wandsworth ha votato risolutamente per il Remain. Ma intorno alle 03.30, il voto non lasciava spazio a dubbi e la sterlina è crollata a picco.

Nel frattempo, più di 100 miliardi di sterline sono stati spazzati via dalla Borsa, un crollo di gran lunga superiore a quello che la Gran Bretagna ha subito quando nel 1978 si verificò il cosiddetto “inverno dello scontento”, successivamente il “Mercoledì nero” nel 1992 e il fallimento di Lehman Brothers nel 2009. Da domenica sembrava che la Borsa avesse iniziato a recuperare ma ci sono ancora enormi indicatori di incertezza, tra cui l’avvertimento di Standard & Poor che il rating AAA della Gran Bretagna è “insostenibile”.

I mercati europei erano in condizioni peggiori, in quanto gli investitori dopo il voto per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, erano alle prese con le implicazioni per l’euro zona. Quando nei mercati finanziari è cresciuta l’incertezza, la Bank of England ha cercato di rassicurare gli investitori affermando che avrebbero preso “tutte le misure necessarie” per stabilizzare l’economia. Il Governatore Mark Carney ha detto:”Come copertura per sostenere il funzionamento dei mercati, la Bank of England è pronta a garantire più di 250 miliardi di sterline di fondi supplementari”.


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