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Cina, scuole per atleti: bambini, duri allenamenti e…VIDEO

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PECHINO – Stringono il cuore, le immagini di una bambina che piange – e non per un capriccio – in una scuola sportiva in Cina, paese in cui nel passato gli studenti frequentavano istituti destinati a formare i futuri campioni olimpionici.

E’ una delle tante fotografie scattate nelle scuole sportive cinesi in cui i bambini vengono sottoposti a un’estenuante routine d’allenamento ad appena sei anni.

Il sistema sportivo cinese ha avuto un enorme successo alle Olimpiadi del 1980, culminato nel 2008 con quelle ospitate da Pechino (prima posizione nel medagliere) con un calo successivo quattro anni dopo, a Londra, al secondo posto dietro gli Stati Uniti.

Attualmente le cose stanno cambiando e i genitori sono meno disposti a mandare i loro figli nelle scuole sportive e vederli sottoposti a ritmi massacranti, di conseguenza c’è stata una diminuzione notevole di allievi. Alcune scuole sono state chiuse, altre stanno modificando il sistema di formazione.

Alla Children Pudong New Area di Shanghai in cui è in atto il cambiamento, il segretario di partito del comitato della scuola, Huang Qin, ha detto: “Negli anni ’80 e ’90, istituti come il nostro erano molto attraenti ma ora i genitori sono meno disposti a mandare i figli nelle scuole sportive”.

“La nostra scuola ha sfornato dei campioni olimpici, come l’ostacolista Chen Yanhao e la calciatrice Xie Huilin, ma il numero degli allievi ora è ridotto, la società punta di più alla formazione culturale”.

Il dibattito sulla validità del sistema scolastico sportivo è iniziato nel 2008 in concomitanza con le Olimpiadi di Pechino e, in insieme, sulle difficoltà in cui si trovano gli ex atleti visto l’aumento degli standard d’istruzione in un un paese con un ceto medio in espansione.

Il calo del tasso di natalità del paese, in seguito alla politica del figlio unico, non ha aiutato ma accanto c’è anche uno spietato sistema scolastico per cui gli studenti cinesi rispetto alla media globale, impegnano quotidianamente il doppio del tempo per i compiti a casa.

Nel 2010, Pechino ha risposto a queste preoccupazioni progettando una nuova politica, nota come documento 23, ordinando alle scuole sportive di migliorare gli standard d’insegnamento e dare maggiore sostegno agli atleti ritirati.

Huang ha detto di aver perfezionato la formazione sportiva degli insegnanti ma anche reso più elastiche alcune tradizioni in vigore da 40 anni, che chiedevano gli studenti di studiare, allenarsi e vivere a tempo pieno nel campus.
Attualmente, più della metà dei 700 atleti della scuola studiano in altri istituti. I restanti 300 circa frequentano a tempo pieno e circa il 10% vive fuori dal campus.

Altre scuole come l’Athletic Shanghai Yangpu Youth Amateur School, vanno negli asili a pubblicizzare la ginnastica come un’attività dopo la scuola, una pausa di ricreazione. “Noi la chiamiamo ginnastica felice”, afferma il direttore Zhu Zengxiang.

Alla Shichahai di Pechino, adornata da manifesti che esaltano le gesta di ex studenti diventati campioni olimpici, il vice direttore Zhang Jing ha detto che la scuola offre uno “sviluppo completo” e dota gli atleti delle competenze necessarie per la vita dopo lo sport.

La Shanghai Sports School, tra gli ex alunni c’è il campione olimpico di nuoto Liu Zige, nel 2012 ha iniziato a respingere gli atleti che non superano gli esami di ammissione all’università e, secondo il preside Sheng Maowu “I genitori vedono lo sport come educativo e non come un obbiettivo finale. Parecchie scuole si stanno muovendo in questa direzione ma è un processo doloroso”.

“Attualmente si pensa che l’istruzione e la formazione sportiva siano due percorsi diversi: se si vuole diventare campioni del mondo, non si può studiare. E’ una convinzione sbagliata… alla fine, pochissimi riescono a trasformarsi in campioni”.

Il governo non rende noto il numero di studenti iscritti alle scuole sportive ma ci sono segnali che qualcosa sia già cambiata: il China Daily Sport riferisce che il numero di atleti cinesi per il tennis da tavolo, dal 1987 era sceso di quasi un quarto, ossia a 23.266 studenti.

La riforma scolastica, tuttavia, è lenta a mettere radici. Nel mese di marzo, un sondaggio del governo ha rilevato che alcune scuole, ispezionate in nove città e province, non spendevano abbastanza denaro per l’istruzione, e alcuni dipartimenti locali dell’istruzione prestavano poca attenzione ad attuare i miglioramenti previsti dal documento 23.

Atleti come Wang Linwen, 25 anni, ex atleta professionista che ha rappresentato la provincia di Shanxi praticando l’arte marziale wushu, ha detto che la riforma è stata cruciale per coloro che sono ancora disposti ad entrare nelle scuole sportive.

Per cinque anni, fino al nel 2009, si è allenato per cinque giorni e solo il fine settimana era dedicato allo studio.
“Ho perso molto perché non ho alcuna esperienza del sistema d’istruzione. La riforma è positiva, gli studenti non usciranno dalle scuole di sport senza un’adeguata preparazione culturale”.


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