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“Distrussi Urss, ora tocca alla Unione Europea”: le credenziali del nuovo ambasciatore di Trump in Ue

"Distrussi Urss, ora tocca alla Unione Europea": le credenziali del nuovo ambasciatore di Trump in Ue

ROMA – “Distrussi l’Urss, ora c’è una altra Unione che ha bisogno di essere un po’ addomesticata”, cioè la Unione Europea: queste sono le credenziali dell’ambasciatore Ue di  Donald Trump.

Il Parlamento europeo tira su le barricate contro il possibile futuro ambasciatore americano all’Unione europea, il dichiaratamente euroscettico professor Ted Malloch. “Persona non gradita”, dicono all’unisono i leader dei due gruppi principali, popolari e socialisti, il tedesco Manfred Weber e l’italiano Gianni Pittella. E in effetti quali credenziali può offrire Malloch, uno che, parlando del suo ruolo di ambasciatore, si è vantato di aver contribuito a “distruggere l’Unione Sovietica e ora si impegnerà a buttar giù un’altra Unione”?

In un’intervista di qualche giorno fa alla Bbc Malloch, che ancora non è stato nominato da Donald Trump, ha rincarato la dose vaticinando  il crollo della moneta unica europea nel corso del prossimo anno e mezzo. Invitando gli investitori a shortare, che nel gergo finanziario significa speculare al ribasso, cioè sperare che le disgrazie dell’euro ti facciano realizzare profitti.

Frasi che naturalmente non sono piaciute a molti a Bruxelles. “Abbiamo già Farage – ha attaccato il popolare Weber -, un ambasciatore americano che mette in dubbio l’euro e che auspica la fine dell’Europa non può essere accreditato dalle istituzioni europee”.

Sulla stessa linea il socialista Pittella: “Non sarebbe persona gradita – ha affermato – uno che dice di venire qui per distruggere prima ancora di essere nominato”. A tenere alta l’attenzione a Bruxelles, dunque, sono sempre le mosse del presidente americano Donald Trump, oggi al centro di un dibattito durante la plenaria del Parlamento europeo.

L’Alto rappresentante Federica Mogherini ha espresso “preoccupazione per le tendenze che emergono nella società americana” e ribadito la contrarietà dell’Ue alla sospensione dei visti con sette Paesi a maggioranza musulmana decisa da Trump. Mentre su un altro fronte, attraverso il vice presidente Maros Sefcovic, la Commissione europea si è detta pronta ad assumere la guida nella lotta ai cambiamenti climatici al posto degli Stati Uniti.

In Parlamento sono forti le voci anti-Trump, con qualche sfumatura e qualche distinguo. A difenderlo a spada tratta però c’è solo il fondatore dell’Ukip, Nigel Farage, amico peraltro del probabile ambasciatore Malloch, che egli stesso avrebbe raccomandato a Trump, secondo alcuni media. Farage ha accusato i leader europei di ipocrisia: “Dov’eravate nel 2011 – ha attaccato – quando Obama sospese per sei mesi gli ingressi nel Paese a tutti gli iracheni?”. Esortando quindi il Parlamento europeo a invitare Trump a Bruxelles. Ammesso che il presidente americano abbia voglia di venirci.

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