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Emanuela Orlandi, audio choc: “Basta, mi sento male”. E’ la sua voce?

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ROMA – Emanuela Orlandi, audio choc a “Chi l’ha visto?”. Il programma pubblica sulla propria pagina Facebook una registrazione di alcuni minuti in cui si sente una voce femminile che si lamenta, chiede “basta, mi sento male”. E la conduttrice del programma, nel post allegato all’audio, domanda:  “E’ di Emanuela Orlandi la voce in questa registrazione arrivata 25 giorni dopo la scomparsa? Di chi erano quelle cancellate? Dov’è la cassetta originale non manipolata?”. Nell’audio non sono udibili voci maschili. Le frasi pronunciate dagli uomini, però, compaiono nel verbale della trascrizione che scorre nel filmato che riporta l’audio.

LA ARCHIVIAZIONE DELLA CASSAZIONE – E’ questo solo l’ultimo dei misteri sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Lo scorso maggio la Corte di Cassazione aveva definitivamente archiviato la pista internazionale, che parlava anche di un possibile rapimento con l’aiuto dei servizi per uno scambio tramite spie dell’Est con Ali Agca, l’attentatore di papa Wojtyla.

Il nulla osta della Cassazione all’archiviazione della pista internazionale messa in soffitta nel 1997, dalla Procura di Roma, con il proscioglimento dei coniugi Kay Springorum e Francesca von Teuffenbach (la sorella di un ufficiale del Sismi, Rudolph Cristoph, accusata da una ex domestica inattendibile di aver nascosto in casa sua la Orlandi nell’agosto del 1983) è scritto nella sentenza 20682.

Il verdetto spiega perché lo scorso cinque maggio la Suprema Corte ha dichiarato “inammissibile” il ricorso della madre di Emanuela, signora Maria Pezzano, contro l’ordinanza di archiviazione del gip di Roma che il 19 ottobre ha prosciolto i sei indagati per la scomparsa della Orlandi e di Mirella Gregori. Si tratta di Piero Vergani, ex rettore della basilica di Sant’Apollinare dove fu sepolto il boss della banda della Magliana Renato De Pedis, il suo autista Sergio Virtù, la supertestimone Sabrina Minardi, per un periodo amante di De Pedis, Angelo Cassani, Gianfranco Cerboni e il fotografo Marco Accetti.

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