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YOUTUBE Gardaland da brivido: famiglia bloccata a testa in giù a 30 mt di altezza

Gardaland, inaugurazione da brivido: famiglia bloccata a testa in giù a 30 mt

Gardaland, inaugurazione da brivido: famiglia bloccata a testa in giù a 30 mt

VERONA – Sono rimasti bloccati a testa in giù a trenta metri di altezza. Inaugurazione da brivido a Gardaland dove una famiglia israeliana, mamma papà e due figli, ha sperimentato sulla propria pelle le conseguenze peggiori di un gigantesco blackout.

I quattro sono rimasti bloccati per mezzora sulla giostra Sequoia Adventure. Per portarli in salvo, a decine di metri dal suolo, le squadre di soccorso hanno dovuto faticare non poco. Si sono subito attivati con una scala di emergenza e li hanno riportati a terra, fortunatamente senza gravi conseguenze.

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Per più di un’ora le attrazioni del parco giochi sono rimaste ko, proprio nel giorno in cui si inaugurava la nuova stagione. Dopo circa un’ora, l’elettricità è tornata e tutte le giostre dell’area “adrenalina pura” sono ripartite. I visitatori, come se nulla fosse, sono tornati a far la fila.

La causa del problema sarebbe dovuto a un anomalo sbalzo di energia da parte di Enel, che ha causato guasti a uno dei trasformatori del Parco. Lo ha spiegato in una nota l’ad di Gardaland, Aldo Maria Vigevani. “I generatori del Parco sono immediatamente entrati in funzione – ha precisato –  ma, come da protocolli di sicurezza, è stato necessario provvedere allo spegnimento e al successivo riavvio di tutte le attrazioni per poter arrivare alla normalizzazione attraverso le consuete procedure previste in questi casi”.

Un gruppo di amici, tre ragazzi e tre ragazze di Mantova in gita a Gardaland, l’ha presa con filosofia: “Finalmente Gardaland è riuscito a fornire adrenalina allo stato puro, non dettata dai salti nel vuoto delle giostre”. “Non potevamo mancare all’apertura – afferma Jacopo mentre abbraccia Laura – anche perché ogni anno veniamo per farci l’abbonamento stagionale”.

“Ma quale paura – risponde Federico, giovane autotrasportatore arrivato nel parco assieme a Nicole – semmai curiosità. Sono cose che possono capitare”. “Non sappiamo di chi siano le responsabilità – sostiene Gianluca commercialista lombardo più preso a rincorrere i figli che a rispondere ai cronisti – ma certo mi sembra che sia andato tutto bene. Pensate a quelli rimasti bloccati sulla funivia del Bianco. Quella era vera adrenalina”.

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