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Migranti, bimba Favour a Palermo. Andrà in casa famiglia

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PALERMO – La piccola Favour, la bimba di nove mesi sbarcata da sola a Lampedusa dopo che la sua mamma è morta durante la traversata su un barcone, è atterrata a Palermo. Ad attenderla sottobordo c’era il sindaco di Palermo Leoluca Orlando con una bambola di pezza e un borsone. A prendersi cura di lei come una mamma durante il suo primo viaggio in aereo è stata una poliziotta, Maria Rosa Volpe, l’ispettore capo e responsabile dell’ufficio minori della Questura di Agrigento.

Favour, 9 mesi occhi color carbone, vispi e profondi due giorni fa è giunta da sola a Lampedusa. La madre incinta di due mesi sarebbe morta ustionata durante la traversata nel canale di Sicilia.

Delle origini della piccola si sa davvero poco; solo che è di nazionalità nigeriana. “Favour è una bambina meravigliosa, mi ha commosso. Sappiamo che è di origine nigeriana; a riferirlo all’assistente sociale del centro di accoglienza di Lampedusa sono stati i migranti superstiti”, dice la poliziotta, che giovedì è stata inviata nell’isola delle Pelagie col compito di portare a Palermo Favour.

Adesso di lei si occuperà il tribunale dei minorenni di Palermo. “Sarà il magistrato a decidere a quale comunità affidarla”, aggiunge Volpe, che da vent’anni guida l’ufficio minori della Questura di Agrigento. “E’ stato istituito nel 1996 in ogni Questura. Me ne occupo da allora. Ho cominciato a far esperienza a poco a poco. Con me lavora anche un’altra collega, bravissima. Operiamo insieme all’autorità giudiziaria ci occupiamo di minori non solo italiani”.

L’ufficio è in prima linea per il disbrigo delle migliaia di pratiche legate ai tantissimi minori che arrivano sui barconi dei migranti. Una mole impressionante di lavoro, al quale l’ufficio minori della questura di Agrigento fa fronte con abnegazione e, soprattutto, tanta umanità.

Maria Rosa Volpe non nasconde l’emozione, mentre parla della sua ultima ‘missione’. Favor l’ha conquistata; la sua storia l’ha commossa. “E’ stata un’esperienza unica. Ho pianto e non me ne vergogno. Sono una mamma e una nonna anch’io. Amo il mio lavoro e lo svolgo con passione e dedizione ma soprattutto con grande senso di responsabilità. Favour è bellissima, durante il viaggio è stata serena e tranquilla, mi scrutava con quegli occhioni… Ho provato un’emozione fortissima, a tenerla sulle mie gambe. Con me c’era un collega che ha fatto da ‘mammo'; mi ha aiutato quando le davo il biberon con il latte e durante il viaggio”. E per lei si augura il meglio: “Dio la benedica, mi auguro che trovi una famiglia che le dia amore e che abbia tanta fortuna nella vita”.

Dice Orlando: “Abbiamo accolto Favour con un bacio e con una bambola di pezza. Speriamo che la piccola venga adottata e abbia una vita bella. Questa vicenda è l’ennesima conferma del terribile genocidio che si sta consumando nel Mediterraneo”.

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