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Nizza e Monaco, i video delle stragi girati dallo stesso giornalista?

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ROMA – La sera del 14 luglio, Richard Gutjahr era a Nizza sulla Promenade des Anglais e riprendeva col telefonino la folle corsa del camion terrorista che ha fatto strage di turisti. Il 22 luglio, Richard Gutjahr si trovava anche a Monaco di Baviera, giusto davanti al McDonald’s del centro commerciale Olympia, dove il diciottenne “assassino solitario” ha iniziato a sparare sulla folla. Un’incredibile coincidenza che ai più è apparsa sospetta, per non dire sinistra.

Stando alle voci che circolano sul web sarebbero di Gutjahr i primi video delle due stragi ripresi dai media di tutto il mondo. E poi c’è tutta una corrente di complottisti che lo additano come “attore” al soldo del Mossad, i servizi segreti israeliani, spedito sui luoghi degli attentati per dare il via alla macchina della propaganda. Ma vediamo perché e cosa c’è di vero in tutto questo?

Gutjahr è un giornalista tedesco, che si dà il caso ami definirsi anche “attore”. Suo è il video del motociclista eroe che ha tentato invano di fermare Mohamed Lahouaiej-Bouhlel mentre si trovava alla guida del camion-killer sul lungomare di Nizza. Il motociclista si chiama Franck e grazie a Gutjahr è diventato un’eroe nazionale. Ma i riflettori sul giornalista free lance si accendono inevitabilmente quando viene fuori che neppure due settimane dopo si trovava sul luogo di un’altra strage, a centinaia di km di distanza, in tutt’altra nazione.

Non sarebbe certo la prima volta: molti ricorderanno la storia di Mason Wells, il ragazzo scampato agli attentati di Boston, Parigi (anche se non era nella zona degli attacchi) e Bruxelles. Anche allora i soliti noti gridarono al complotto.

Ad alimentare i rumors poi sarebbero proprio le circostanze in cui è stato girato il video di Monaco. A Gutjahr è stato attribuito, ma è falso, il filmato che riprende il 18enne all’uscita del McDonald’s e comincia a sparare. La scena è girata dall’altra parte della strada ma molti si sono interrogati sulla prontezza di riflessi del film maker: cosa c’era di tanto interessante da riprendere giusto pochi istanti prima della strage? Chi riprendeva sapeva cosa stava per succedere?

In realtà quel video non è stato girato da Gutjahr, ma resta il fatto che in quel fuggi fuggi generale c’era anche lui. Avrebbe anche postato due fotografie su Twitter, che riprendevano i poliziotti vicino al Mall. Poi però le ha cancellate, forse in seguito alla richiesta della polizia di non pubblicare foto e video dell’accaduto per non intralciare la caccia all’uomo.

Ma cosa c’entra in tutto questo il Mossad? La moglie di Gutjahr, Enit Wilf, è israeliana ed è stata agente dell’intelligence (per essere precisi ha fatto parte della Unit 8200). Informazione non proprio segretissima, visto che è reperibile sulla pagina Wikipedia della donna. Intanto però l’esercito degli haters si è messo in moto sulla pagina Facebook del giornalista fioccano gli insulti antisemiti e i post deliranti.

 


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