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Obama: Russia aggressiva nel Baltico. Intanto in Romania…

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WASHINGTON – Barack Obama denuncia la presenza “aggressiva” della Russia nel Mar Baltico. Ventiquattro ore dopo aver attivato lo scudo missilistico Nato in Romania e provocato le ire di Mosca.

Sale la tensione tra i due Paesi. Oggi, venerdì 13 maggio, il presidente americano ha parlato davanti ai dirigenti di Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia, e ha chiesto alla Russia di rispettare i suoi impegni internazionali. “Noi siamo uniti nella nostra inquietudine sulla presenza e la postura militare aggressiva della Russia nella regione baltico/nordica”, ha dichiarato Obama alla fine di un vertice alla Casa Bianca con i leader dei cinque Paesi nordici.

“Noi manterremo un dialogo continuo con la Russia ma vogliamo ugualmente assicurare che siamo pronti e forti”, ha aggiunto. In un comunicato comune, gli Stati Uniti e i cinque Paesi nordici hanno denunciato la “crescente presenza militare” della Russia in questa regione e hanno condannato le “provocazioni” di Mosca, dopo che nelle ultime settimane diversi aerei russi hanno sfiorato navi ed aerei americani sul Mar Baltico.

Ma la cosa curiosa è che la dura presa di posizione del presidente americano arriva ventiquattro ore dopo l’attivazione, da parte degli Stati Uniti, del ‘braccio’ romeno dello scudo missilistico europeo (Shield), il cui controllo passa ora alla Nato.

Mosca l’ha definito una “minaccia” alla sicurezza “internazionale e regionale”, e ha promesso di agire di conseguenza per garantire al Paese livelli di “sicurezza adeguati”. Anzi, secondo il Cremlino le contromisure sono “già in atto”. “Lo abbiamo detto sin dall’inizio di questa storia: è innegabile che l’attivazione di un sistema di difesa missilistico in Europa rappresenti un pericolo per la sicurezza della Russia”, ha detto oggi il portavoce di Vladimir Putin, Dmitri Peskov. A nulla sono valse le rassicurazioni del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo il quale il sistema non è destinato a contenere la Russia: “Shield non è in grado di intercettare i sofisticati missili balistici russi a medio e lungo raggio né dalla base in Romania né da quella in Polonia, che sarà attiva dal 2018, sostiene la Nato. E Mosca lo sa perfettamente. Inoltre se è vero che il recente accordo di Vienna risolve la questione del programma nucleare bellico iraniano, non risolve la minaccia dei missili balistici, che sono in corso di ammodernamento e sono in grado di portare testate convenzionali, nucleari o chimiche”.

Eppure a Mosca su questo punto sono categorici. “Qui non si tratta dell‘Iran, ma dell’arsenale nucleare della Russia, ne siamo sicuri non al 100% ma al 1000%”, ha dichiarato l’ammiraglio Vladimir Komoyedov, presidente della commissione Difesa della Duma. La questione, dunque, oltre che politica è squisitamente militare. Per il ministero degli Esteri con lo scudo missilistico “si altera l’equilibrio strategico” in Europa e si “viola”, per colpa degli Stati Uniti, il trattato sugli armamenti nucleari di medio raggio (INF). “Va detto apertamente, senza giri di parole diplomatici”, ha tuonato la portavoce del ministero. Che ha sottolineato come ora Mosca “si riserva il diritto” di reagire come meglio crede.


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