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Octomom Nadia Suleman: “Odio quella che ero diventata”

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LOS ANGELES – Natalie Suleman, 41 anni, è famosa per aver dato alla luce otto gemelli grazie alla fecondazione in vitro. La donna, che di figli ne aveva già altri sei, per un totale di quattordici bambini, nel 2009 decise di intraprendere la carriera di stripper e attrice porno per mantenere la propria famiglia.

Conosciuta come “Octomom”, Natalie (che prima si chiamava Nadia) cominciò uno stile di vita che oggi definisce “disgustoso” e ammette che se avesse continuato sarebbe probabilmente morta, anche a causa di una forte dipendenza dallo Xanax, noto antidepressivo, che assumeva in robuste dosi, soprattutto mentre lavorava, per “spegnere il cervello”.

La donna, dopo essersi sottoposta al trattamento di fecondazione in vitro, venne ampiamente criticata perché già madre di altri sei bambini che faticava a mantenere. Fu così che cominciò a girare film porno e a farsi fotografare in bikini per riuscire a dare ai figli un futuro sereno, ma presto si pentì della decisione e annunciò alla manager che avrebbe mollato tutto.

“Purtroppo non fu facile lasciarmi tutto alle spalle. Capii che dovevo mollare quando, tornata a casa, vidi mia figlia che indossava i miei vestiti di scena e si guardava allo specchio. Fu in quel momento, che realizzai che il mio lavoro avrebbe potuto mettere in pericolo la vita di tutti i miei bambini”, ha raccontato.

La Suleman decise così di annunciare alla propria manager che la carriera nel porno sarebbe finita lì, ma anche stavolta le cose per lei non furono facili: “Ormai ero stata prenotata per uno shooting in bikini, così la manager mi disse che non mi fossi presentata, avrei dovuto pagare una multa da 30.000 dollari”. In più, scoprì che il suo conto bancario, che teneva in condivisione proprio con la manager, era stato alleggerito di parecchi zeri. “Ero così focalizzata sul dare da mangiare ai miei figli, assicurarmi che non mancasse loro niente, da non accorgermi che mi erano stati presi più di 50.000 dollari dal conto”.

Natalie abbandonò su due piedi la propria manager, che non la prese bene. “Mi disse: e ora che farai? Andrai a vendere le scarpe in un grande magazzino?”. La donna rispose che avrebbe fatto ciò per cui aveva studiato: psicologia e terapia. “E chi comincerebbe una terapia con la porno Octomum? Io no di certo”, fu la risposta della manager. Come se non bastasse, due dei quattordici bambini di Natalie sono autistici, uno dei quali gravemente malato. Ma adesso lei è riuscita a trovare lavoro come terapista e vuole lasciarsi tutto alle spalle: “Il personaggio di Octomom è un esempio da non seguire, nessuno lo odia quanto lo odio io”.

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