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Ragazza di 20 anni ottiene eutanasia, abusi in famiglia e…

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AMSTERDAM – Una giovane donna di vent’anni ha chiesto e ottenuto l’eutanasia in Olanda. La giovane ha ricevuto la puntura letale dopo che i medici hanno determinato che i sintomi post traumatici di cui soffriva per essere stata abusata sessualmente per dieci anni (tra i 5 e i 15 anni) in famiglia erano “insostenibili”. Tra i sintomi di cui soffriva, anoressia, depressione cronica, allucinazioni e complessi che non le permettevano nemmeno di alzarsi dal letto.

Ma se per il suo psichiatra la ragazza “non aveva alcuna prospettiva o speranza di guarigione”, molti hanno contestato questa decisione. “Manda un po’ il messaggio secondo cui se sei vittima di violenze, e questo comporta problemi mentali, per punizione ti aspetta la morte, come se la punizione per il crimine di essere una vittima fosse la morte,” ha commentato un politico britannico.

La stessa opinione pubblica olandese  si è divisa sulla decisione della ragazza e sulla concessione dell’eutanasia da parte dello Stato. Nei Paesi Bassi la legge sull’eutanasia è stata introdotta nel 2002, le iniezioni letali somministrate l’anno scorso sono state 5561.

Il giornale Vice ha interpellato a riguardo la dottoressa Yael Margolin-Rice, consulente specializzata nei traumi sessuali, che ha dato il suo parere:

“Non direi mai che, nel lungo periodo, una persona sia assolutamente incurabile. Di certo i sintomi possono essere assolutamente intollerabili, e la miseria che il trauma causa può essere insondabile per chiunque non l’abbia provata. Nonostante ciò, con anni di terapia le persone guariscono. Con un lavoro accurato, attento, paziente… guariscono”.

Anche se nel caso della giovane olandese il fatto che gli stupri ripetuti siano avvenuti nell’infanzia aggrava la situazione:

“Per le persone che vivono un trauma in un’età così giovane le conseguenze possono essere addirittura peggiori di chi lo vive da più adulto. I traumi infantili impediscono il normale processo di sviluppo, la violenza può ritardare o impedire il normale processo di crescita mentale ed emotivo”.


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