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Orlando. Omar Mateen voleva fare il poliziotto, rivela la ex moglie

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ORLANDO – Omar Mateen, l’americano di origine afgana di 29 anni che sabato notte ha compiuto la strage al locale gay Pulse di Orlando, voleva fare il poliziotto. Lo ha rivelato ai media Sitora Yusufiy, che di Mateen è l’ex moglie. I due, infatti, si erano conosciuti online nel 2009 e si erano sposati, ma il matrimonio era durato pochi mesi.

Se inizialmente Mateen sembrava una persona “normale”, infatti, anche se un po’ fissata con la palestra e con un passato di uso di anabolizzanti, con il passare del tempo “era diventato violento e aveva iniziato ad abusare fisicamente di me e a proibirmi di vedere i miei genitori”, ha raccontato la giovane donna, americana di origini uzbeche. Proprio i genitori “mi hanno salvata”, ha detto, costringendola ad interrompere il matrimonio.

Dalla donna Mateen aveva anche avuto un bimbo, che oggi ha tre anni. L’uomo lavorava come guardia privata per la sicurezza e in passato era stato agente penitenziario in un carcere minorile. Suo padre ha detto che il movente della strage, costata la vita a 50 persone, era l’odio del figlio nei confronti delle persone omosessuali, ma più passa il tempo e più l’Fbi si sta convincendo della matrice islamica dell’attentato.

Lo stesso cosiddetto Stato Islamico ha rivendicato la strage, proclamando in un bollettino radio che la sparatoria è opera “di un soldato del Califfato”.

“Uno dei soldati del Califfato in America, dice l’annuncio della radio, ha portato a termine un’invasione di sicurezza, riuscendo a entrare a un raduno di crociati in un nightclub per omosessuali a Orlando, in Florida” dove “ha ucciso e ferito oltre cento di loro, prima di essere ucciso”.

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  • Sparatoria a Orlando in club gay 3
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