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Ristoratore, arachidi a cliente allergico: 6 anni di carcere

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LONDRA – La sua taccagneria è stata punita: Mohammed Zaman, proprietario di una curry house, è stato condannato a sei anni di prigione per aver ucciso un cliente allergico servendogli un pasto con arachidi tritate e scatenando una reazione allergica letale.

Mohammed Zaman, 53 anni, sostituiva le mandorle con le meno costose arachidi e al povero Paul Wilson, 58 anni, del North Yorkshire, è stato sufficiente un boccone di pollo tikka masala per crollare a terra morto. L’uomo aveva avvertito il personale dell’Indian Garden, a Easingwold, che non poteva mangiare arachidi e il giudice ha bollato Zaman definendolo uno “sconsiderato”.

Zaman, da quando si è stabilito in Gran Bretagna a 40 anni, grazie ai suoi ristoranti è riuscito a mettere insieme un patrimonio immobiliare di oltre 2 milioni di sterline ed ha anche ricevuto dei riconoscimenti da Trip Advisor e British Catering Association.

Il giudice, Simon Bourne-Arton ha poi aggiunto: “Hai buttato via tutto ciò che hai realizzato per perseguire il tuo profitto e in questo modo hai provocato la morte di un’altra persona. Paul Wilson era nel pieno della vita e come te, lavorava nel settore della ristorazione. Ma, a differenza di te, era un uomo scrupoloso”.

Durante il processo è emerso che i ristoranti di Zaman subivano perdite economiche per un ammontare di circa 300mila sterline, da qui la decisione di dell’uomo di sostituire alcuni ingredienti con alcuni più economici. Ma nonostante i debiti, continuava a pagare la prestigiosa scuola St. Peter, a York, frequentata dal figlio.

Wilson non è stata la sola vittima dell’indifferenza di Zaman: tre settimane prima, in uno dei suoi sei ristoranti, un altro ragazzo si era sentito male a causa di una reazione allergica, ma l’ha scampata dopo un ricovero in ospedale. Peraltro, Zaman aveva ricevuto numerosi ammonimenti per il fatto che stava mettendo a rischio la salute, e potenzialmente, la vita dei suoi clienti.

Zaman, a sua discolpa, al giudice aveva detto che erano i direttori a occuparsi dei ristoranti, delle ordinazioni di magazzino e dell’assunzione del personale. Quando il curry è stato venduto, non era presente. Al momento, uno dei membri dello staff presenti quella sera all’Indian Garden è stato espatriato e un altro è svanito nel nulla.


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