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Roma, la metro più costosa del mondo. Lavori fino al 2022…

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ROMA – Roma, la linea metropolitana più costosa al mondo bloccata da scavi e resti romani che non erano stati visti nelle indagini preliminari e cause e denunce tra il Comune di Roma, il consorzio Metro C e all’interno della stessa Roma Metropolitane. Il risultato? Lavori che rischiano di andare avanti fino al 2022 e che sono già adesso lievitati del 23 per cento.

I dati, non proprio confortanti, sullo stato dell’arte della metropolitana della capitale arrivano da un’inchiesta di Sergio Rizzo per il Corriere della Sera.

L’autore de “La Casta” parte dall’ultimo dei ritrovamenti più imponenti: una grande caserma per i legionari romani che risale all‘epoca di Adriano (tra il I e il II secolo dopo Cristo) scoperta durante gli scavi della linea C a Porta Metronia. Un ritrovamento sensazionale, che comprende stanze affrescate e pavimenti con mosaici ma che forse avrebbe potuto essere prevista, data la sua ampiezza, durante i carotaggi effettuati nelle indagini preliminari.

 

Si domanda Rizzo:

Perché i carotaggi, ovvero i saggi in profondità per appurare se nello strato archeologico ci sono dei resti, sono sicuramente stati fatti, vero? Domanda inevitabile, se si considera che il castro imperiale dell’Amba Aradam, com’è stato battezzato, occupa una superficie pari a metà di quella della stazione che dev’essere realizzata lì sopra. Sfortuna, dicono a mezza bocca in cantiere. Avranno bucato dove non c’era niente, chissà. Appunto.

Ma ecco che viene in mente la relazione dell’Autorità anticorruzione, in cui il presidente Raffaele Cantone sostiene che la superficialità con cui sarebbero state condotte le indagini preliminari avrebbe

«determinato una notevole aleatorietà delle soluzioni progettuali da adottare nella fase di esecuzione e, ad appalto già in corso di esecuzione, rilevanti modifiche rispetto alle previsioni contrattuali, in particolare l’effetto della nuova tipologia esecutiva delle stazioni».

E infatti, sottolinea Rizzo, è

difficile spiegare solo con la sfortuna le 45 (quarantacinque) varianti in corso d’opera, con un costo lievitato da 3 miliardi e 47 milioni dell’aggiudicazione a 3 miliardi 739 milioni: 692 milioni di differenza, più 22,7 per cento, per un’opera iniziata dieci anni fa e che non è neppure a metà. Mentre i costi continuano a salire inesorabilmente e i tempi, altrettanto inesorabilmente, ad allungarsi. C’è un documento di qualche giorno fa nel quale è descritto uno stato di cose che dovrebbe preoccupare assai chiunque si dovesse sedere fra un mesetto sulla poltrona di sindaco della capitale. È la relazione del collegio sindacale di Roma Metropolitane, la società del Campidoglio che gestisce l’appalto della Metro C con 180 persone. Lì dentro si racconta che sei mesi fa il general contractor Metro C, di cui fanno parte Astaldi, Vianini del gruppo Caltagirone, il consorzio Cooperative costruzioni e l’Ansaldo Finmeccanica ha fatto causa alla stessa Roma metropolitane chiedendo altri 348 milioni. Il bello è che 71 milioni la società comunale avrebbe già dovuto pagarli da tempo, e per altri 152 aveva riconosciuto di doverli pagare.

 

I lavori della Metro C alla stazione San Giovanni, per esempio, sono stati interrotti nell’ottobre scorso. Così il termine dei lavori della tratta dalla stazione San Giovanni fino al Colosseo rischia di slittare al 2022, lasciando quindi fino ad allora o quasi impacchettati alcuni monumenti come la basilica di Massenzio.

Per la maggior gioia dei milioni di turisti che nei prossimi sei anni arriveranno a Roma.E la colpa non è certo di quel clamoroso ritrovamento archeologico, che forse poteva (e doveva) essere previsto.(…) La metropolitana più cara del mondo sta naufragando in un delirio di varianti, arbitrati, riserve e contenziosi. Di tutti contro tutti. Roma metropolitane fa causa al proprio azionista, il Comune di Roma, a colpi di decreti ingiuntivi, rivendicando 45 milioni. Il consorzio Metro C porta invece in tribunale Roma Metropolitane, chiedendone quasi 350. E anche all’interno stesso di Roma Metropolitane volano gli stracci: con il presidente Omodeo Salè che denuncia per diffamazione il collegio sindacale e il collegio sindacale che a sua volta denuncia il presidente alla Corte dei conti per danno erariale. Senza dire di alcuni strascichi maleodoranti, puntualmente citati nella relazione dei sindaci che contestano nuovamente, ad esempio, l’affidamento diretto a Metro C dei lavori per la pedonalizzazione dei Fori imperiali, inizialmente previsti in 2,2 milioni e poi ridimensionati a 700 mila euro.Ce ne sarebbe abbastanza per mandare tutti a casa, chiudere la partita e ricominciare daccapo.

(Foto Ansa)

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