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Roman Polanski, Polonia riapre la procedura di estradizione

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CRACOVIA – La Polonia riapre la procedura di estradizione di Roman Polanski verso gli Stati Uniti, dove il regista, 82 anni, è accusato di aver stuprato nel 1977 una ragazzina di 13 anni. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, che ha detto che presenterà appello alla Corte Suprema per ribaltare la decisione dello scorso ottobre del tribunale di Cracovia, che aveva respinto la richiesta.

A fine novembre l’estradizione del regista franco-polacco negli Stati Uniti era stata definitivamente respinta dalla giustizia polacca. Lo aveva annunciato la procura di Cracovia che aveva rinunciato all’appello contro la decisione di un tribunale regionale, favorevole al regista.

L’analisi delle motivazioni delle decisione del giudici “consente di riconoscere come giustificata la decisione del Tribunale regionale di Cracovia di rifiutare la consegna di Roman Polanski alle autorità americane”, diceva una nota la Procura.

Secondo la procedura, spiega Aska, News, toccava proprio al della Giustizia di Varsavia comunicare la decisione del tribunale alle autorità americane. Ma il conservatore Zbigniew Ziobro è sempre stato a favore dell’estradizione del regista. “Non si può proteggere nessuno contro la responsabilità di un atto tanto odioso quanto l’abuso di una minorenne” aveva detto mesi fa Ziobro, giusto poco prima di entrare nel governo conservatore, cattolico e populista del partito Diritto e Giustizia (PiS) di Jaroslaw Kaczynski.

A gennaio gli Stati uniti avevano inoltrato alla Polonia una richiesta di estradizione per Roman Polanski, che vive in Francia, dopo un’apparizione pubblica a Varsavia del regista. Nel 1977, in California, Roman Polanski, all’epoca 43 anni, era stato perseguito per lo stupro di Samantha Geimer, 13 anni. Dopo 42 giorni di prigione e la liberazione su cauzione, il regista si era dichiarato colpevole di “rapporti sessuali illeciti” con una minore ed era fuggito dagli Stati Uniti prima della sentenza, temendo una pena severa.

La linea della difesa polacca del registra poggiava sul dimostrare che la richiesta di estradizione non era fondata, sula base dell’accordo stretto a suo tempo tra il regista e la giustizia americana. Secondo i termini dell’accordo, accettato dalla procura e dagli avvocati americani di Polanski, la pena, secondo i legali polacchi, sarebbe già stata scontata dal loro cliente, una posizione che il tribunale di Cracovia ha accolto. Il 22 settembre, in presenza di Polanski, i legali avevano presentato al tribunale nuovi documenti, analisi di esperti e testimonianze raccolte nei precedenti processi usa e svizzero. Il 25 febbraio, nella prima udienza, il regista era stato ascoltato per nove ore.


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