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Sant’Elena, aeroporto da 300mln su isola di Napoleone. Ma gli aerei non possono atterrare

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LONDRA – Il nuovo aeroporto di Sant’Elena, sperduta isola inglese situata nell’Oceano Atlantico centro meridionale, è costato 300 milioni di sterline ma gli aerei non possono atterrare. Il 21 maggio 2016, l’apertura del nuovo aeroporto, doveva inaugurare una nuova era per quella che è una delle isole più remote del mondo: Sant’Elena, appunto famosa per essere stata luogo dell’ultimo esilio di Napoleone fino alla sua morte, nel 1821.

Dopo anni di progettazione e centinaia di milioni di sterline di aiuti dalla Gran Bretagna, il principe Edward avrebbe dovuto volare a bordo di un British Airways Boeing 737 per aprire l’aeroporto ai voli di linea. Per i 4.100 abitanti dell’isola significherebbe poter viaggiare verso il continente africano in poche ore anziché quattro giorni e più via mare. Ma l’inaugurazione è stata accantonata dopo che i test di sicurezza hanno mostrato che gli aerei non potevano atterrare a causa dell’imprevedibilità del vento e il Governo, quando fu concepito il progetto, era stato avvertito.

Un Lord ha etichettato la debacle come “uno scandalo” e “a memoria, il peggior progetto di aiuti esteri che si ricordi”. Alla vigilia di un dibattito alla Camera dei Comuni sugli aiuti stranieri su pressione dei lettori del Daily Mail che sostengono la campagna “End The 12 billion pounds Foreign Aid Madness” (porre fine ai 12 miliardi di sterline per gli aiuti stranieri), il quotidiano inglese illustra quanto i contribuenti britannici dovranno sborsare in più per un aeroporto farsa senza aerei di linea, e quanto i suoi già astronomici costi potrebbero raddoppiare se non entrasse mai in funzione.

L’indagine rivela che il costo dell’aeroporto è salito da 250 milioni di sterline a 295; il DFID – Dipartimento per lo sviluppo internazionale – ha ignorato i ripetuti avvertimenti sul fatto che non era sicuro; i contribuenti britannici pagheranno 6 milioni di sterline l’anno per mantenere un servizio di barche tra Sant’Elena e Città del Capo visto che la struttura non è stata ancora aperta.

La DFID dovrà pagare a una filiale della British Airways ulteriori 6 milioni di sterline per coprire la perdita di entrate per i voli e gli isolani che hanno investito in alberghi e attrazioni in previsione di un boom turistico, ora rischiano la rovina.

Lord Foulkes di Cumnock ha chiesto che i ministri facciano una dichiarazione urgente in Parlamento per spiegare i crescenti costi. Il Lord, ex ministro dello Sviluppo, ha detto:”E’ incompetenza totale, è inaccettabile e uno scandalo. Non ho mai sentito una cosa peggiore di questa. Il costo totale potrebbe arrivare a 1 miliardo di sterline. A memoria, è il peggior progetto di aiuti esteri”.

Il motivo per costruire l’aeroporto è nato, in parte, a causa dell’aumento dei costi per il trasporto degli isolani verso la terraferma: l’ormai anziana RMS Saint Helena impiega quattro giorni per percorrere il viaggio di 200 miglia da Città del Capo verso Sant’Elena.

L’escalation del costo dell’aeroporto è stato rivelato in un rapporto del National Audit Office la scorsa settimana. E ha anche sostenuto che se lo stesso rimarrà inutilizzato per lungo tempo, il costo della sostituzione della nave, salirebbe al di sopra dell’iniziale stima di 246 milioni di sterline.

Tuttavia, DFID e il governo di Sant’Elena affermano che l’aeroporto aprirà. In effetti, la scorsa settimana un piccolo jet è atterrato per trasportare in Africa un bambino malato. Ma aerei di dimensioni ben più grandi, come i Boeing 737, nei test di volo hanno assunto un’inclinazione preoccupante, a causa della velocità e direzione del vento. Il che rende quasi impossibile la fattibilità dei voli di linea.

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