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Siria, ad Aleppo ribelli e islamisti Al Nusra assediati dai governativi

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ALEPPO – Aleppo è ormai divisa in due, con i ribelli anti-governativi e gli islamisti di Al Nusra (il ramo siriano di Al Qaeda) in trappola nella parte orientale. Hanno tentato di riaprire la via di rifornimento ai quartieri orientali di Aleppo, ormai sotto assedio totale, anche con attacchi kamikaze e autobombe. Ma invano. L’esercito di Bashar al Assad, sostenuto dall’aviazione russa, e l’Hezbollah libanese (milizia islamica sciita che appoggia Assad) sabato scorso hanno riconquistato le Fattorie di Mallah che sovrastano Castello Road (così chiamata dal nome di un ristorante in zona) e hanno messo sotto tiro tutti i veicoli di passaggio.

La strada Castello è importante perché da Aleppo est sale verso nord e si infila ad ovest, lambendo il sobborgo di Shaykh Maqsud, in mano alle forze curde ostili ai ribelli.

Nei combattimenti almeno 29 miliziani, tra cui un comandante di Al-Nusra, sono stati uccisi. Le perdite più consistenti sono tra le fila del gruppo Faylaq al-Sham, gruppo islamico vicino ai Fratelli Musulmani. Le fattorie sono state minate e trasformate in postazioni di artiglieria fortificate dall’esercito. Secondo il presidente dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, vicino all’opposizione, Rami Abdel Rahman, ora Aleppo è “effettivamente sotto assedio”.

Dopo quattro anni di combattimenti, la parte di Aleppo controllata dai ribelli è per la prima volta isolata dal resto della Siria e, soprattutto, dall’entroterra occidentale anch’esso fuori dal controllo governativo.

Con la chiusura della strada Castello ad Aleppo est rimangono circa 300mila persone. Nei quartieri ovest vivono invece circa 2 milioni di persone sotto il controllo governativo. La città è divisa in due dall’estate del 2012, quando le proteste popolari anti-Assad si trasformarono in un’insurrezione armata portata nel centro cittadino per lo più dagli abitanti delle campagne.

Nel corso di questi anni, le forze governative sono riuscite gradualmente ad accerchiare gli insorti, prima da sud e poi verso est, frapponendosi di fatto tra la zona controllata dall’Isis e quella degli insorti. Le forze di Damasco, che dicono di combattere il terrorismo, in quel settore attaccano però soprattutto i ribelli di Aleppo.

A nord, i curdi di Shaykh Maqsud hanno da tempo raggiunto un accordo di non belligeranza con il governo, mentre ancora in queste ore tentano di guadagnare terreno nei confronti dei ribelli. Questi, sostenuti in maniera discontinua e non sempre coordinata da Turchia, Arabia Saudita e Stati Uniti, hanno subito nei giorni scorsi cocenti sconfitte a nord di Castello, nei pressi delle Fattorie di Mallah, zona cruciale per controllare l’autostrada che porta fuori città. Una disfatta ad Aleppo potrebbe essere fatale ad Al-Nusra, che sogna un Emirato nel Nord della Siria, quasi una sorta di Califfato Isis bis in Siria.

 

(Foto Ansa)

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