Blitz quotidiano
powered by aruba

Strage Orlando, video Snapcat: Amanda ultimi istanti

Tieniti aggiornato con Blitz quotidiano:

ORLANDO – Sorride, Amanda Alvear, mentre gira un video per Snapchat dall’interno del Pulse di Orlando. Sorride e riprende se stessa mentre sorseggia un cocktail e riprende i suoi amici che ballano rilassati. Non lo sanno ancora, ma quei suoni non sono parte della musica, sono spari. E Amanda lo scoprirà a sue spese al termine dei 22 secondi del filmato. All’ultimo si vede per una frazione di secondo il suo volto stravolto, poi le immagini si fermano.

Amanda Alvear è una delle 50 vittime del locale, testimone inconsapevole della sparatoria più tragica degli Stati Uniti, l’atto di terrorismo più grave dopo l’11 settembre.

Omar Seddique Mateen, il killer della strage di Orlando, aveva 29 anni, lavorava come guardia privata per la sicurezza, era stato sposato e aveva un figlio di tre anni. Odiava gli omosessuali ma soprattutto era un ammiratore dell’Isis. E’ durata poco, rispetto ai fatti, l’incerta versione del padre (che poi si è scoperto essere un simpatizzante dei talebani). A detta del padre, infatti, tempo prima vedendo due omosessuali che si baciavano aveva avuto una reazione rabbiosa e violenta. Secondo l’uomo la religione non avrebbe avuto nulla a che fare con la strage. La polizia Usa non gli ha creduto e da subito ha indagato sulla possibile radicalizzazione dell’uomo.

Anche perché c’erano troppi elementi a smentire quanto detto dal padre. Mateen, infatti, era noto all’Fbi ed era una delle cento persone sospettate di essere simpatizzanti dell’Isis sul radar dell’Fbi in Orlando. la stampa internazionale, a seguito di quella americana, riferisce che Mateen divenne ‘persona di interesse’ nel 2013 e poi nuovamente nel 2014. Ad un certo punto, l’Fbi aprì anche un’indagine su di lui, ma poi chiuse la pratica quando non comparve nulla che suggerisse il proseguimento delle indagini. Fino a oggi. Quando Mateen ha ucciso 50 innocenti. E dopo averne presi in ostaggio alcuni ha chiamato la polizia per inneggiare all’Isis.