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Terremoto Italia centrale, Ingv: “Rischio doppie repliche, possibili nuove scosse”

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ROMA – Le nuove scosse di terremoto avvertite mercoledì sera, 26 ottobre, tra Perugia e Macerata, legate a quello del 24 agosto, potrebbero “raddoppiare” le possibili repliche nella zona interessata da entrambi i sismi: è quanto sostengono gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

“Il terremoto di oggi ha perturbato ulteriormente il volume crostale e nelle prossime ore sono possibili altre scosse perché quelle del sisma di oggi potrebbero sommarsi a quelle del proseguimento della perturbazione del 24 agosto”, ha detto il sismologo Massimo Cocco, dell’Ingv.

La scossa di magnitudo 5.9 registrata alle 21:18 nella zona di Ussita (Macerata) è stata una replica del sisma di magnitudo 5.4 avvenuto alle 19:10 fra Perugia e Macerata. “Il fatto che la replica abbia una magnitudo maggiore rispetto a quella della scossa principale non è una novità: nel 1997 a Colfiorito era avvenuta la stessa cosa”, ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell’Ingv.

“Il terremoto di oggi è avvenuto sul margine settentrionale dell’area attivata il 24 agosto. Per questo – ha osservato il sismologo Massimo Cocco, dell’Ingv – è fuorviante parlare di nuova faglia: anche se sicuramente il nuovo terremoto non è avvenuto sulla stessa faglia attivata il 24 agosto, la maggior parte delle scosse registrate da allora è avvenute su un sistema di faglie lungo circa 30 chilometri lungo la dorsale dell’Appennino, nella direzione che va da Nord-Est a Sud-Ovest, e che si estende per 20 chilometri fra il Tirreno e l’Adriatico. “In questa zona – ha proseguito Cocco – è presente un “enorme volume di faglie che hanno rilasciato repliche”.
(Foto Ansa)

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